Gelato di caffè alle spezie

Gelato di caffè alle spezieAgosto: ancora caldo, ancora gelato, ancora una ricetta da testare!

Sempre dal libro “Gelato chez moi” di Barbara Torresan, e per la redazione di  Cakes Lab Test&Taste ho provato il gelato caffè alle spezie, un gelato dal gusto veramente interessante.E’ molto facile da preparare anche senza gelatiera ed il risultato è ottimo, perché il retrogusto speziato  si sente ma non è prevaricante. Se avete difficoltà a reperire alcune delle spezie indicate ( personalmente avevo quasi rinunciato  riguardo al pepe rosa, quando lo avvistato in una vetrina di una vecchia drogheria durante una gita fuori porta ), potete sostituirle con le spezie che l’autrice  suggerisce  di scegliere fra quelle che ben si abbinano al caffè come  cardamomo, noce moscata, chiodi di garofano, pepe rosa, pepe bianco, peperoncino, anice stellato, vaniglia e zenzero.

Per me l’abbinamento proposto nella ricetta  funziona benissimo e consiglio di provarlo almeno una volta, prima di procedere con variazioni personali.

Gelato di caffè alle spezie
Ingredienti per 4-6 persone
250 ml di caffè
200 ml di panna fresca
100 ml di latte intero
140 g di zucchero
20 g di cacao
50 g di cioccolato fondente
1/2 cucchiaino di cannella
1/4 di cucchiaino di pepe rosa macinato
1/4 di cucchiaino di cardamomo in polvere
2 chiodi di garofano
Preparate il caffè con la moka  e tritate il cioccolato  molto finemente.
In una ciotola capiente versate il caffè bollente  sul cioccolato  facendolo sciogliere, unite lo zucchero e poi il cacao.Da ultimo aggiungete le spezie. mescolate molto bene in modo che il composto sia omogeneo. Mettetelo a raffreddare in frigo.
Quando è freddo, mescolate nuovamente e filtrate. Nella planetaria (o con le fruste) frullate il composto aggiungendo il latte e la panna.
Fatelo gonfiare leggermente, poi versate nella gelatiera e seguite le istruzioni.
Se non si usa la gelatiera, lasciate nella planetaria qualche minuto in più per far incorporare aria alla panna, poi versate in un contenitore adatto per il freezer.
Dopo un’ora frullate con le fruste il composto e ripetete l’operazione una terza volta  dopo un’altra ora.
Servite il gelato con panna fresca spolverizzata di cannella.
Quest’ultima nota non va trascurata, ci vuole proprio della panna fresca (anche se la  quantità di panna per la decorazione non è indicata negli ingredienti).caffè2
A conclusione del test: giudizio più che positivo e quindi faccina bella sorridente.

molto bene small

 

 

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Polipo in coppa di bieta e polenta

Per il  Contest  “In Cucina con il Soave DOC” di Soave Versus,  vi propongo la rivisitazione di un piatto che appartiene alla tradizione  della cucina marinara di Civitanova Marche, una cittadina sul litorale  marchigiano a pochi chilometri dalla mia città: lo polentò ngo li furbi e l’abbiti (polenta con polipi e bietole).

Nella ricetta tradizionale si incontrano terra e mare : bieta e pomodori, portati  sulla costa, sin da tempi antichi,  dai contadini delle vicine campagne dell’entroterra,  si sposano ai polipi,  per formare il condimento della sostanziosa  polenta  preparata, in passato , per sfamare l’intera famiglia.

La  mia versione riprende tutti gli ingredienti  del piatto, declinandoli in una veste estiva  e leggera che ben  si sposa  con il gusto  minerale e sapido del Soave DOC.

Polipo in coppa di bieta e polenta

Polipo in coppa di bieta e polenta

Ingredienti per 4 persone

100 g di farina di mais

mezzo litro di acqua

1 polipo di media  dimensione

300/ 400 g di bieta

2 pomodori  maturi

olio

sale

rosmarino

peperoncino piccante in polvere

Polipo in coppa di bieta e polenta

Procedimento

Pulire il polipo  eliminando le interiora,  il becco e sciacquandolo bene sotto l’acqua corrente. Ammorbidire le fibre mettendolo in congelatore per una notte (questa  è la soluzione che io adotto) o battendolo con un batticarne.

In una pentola capace portare ad ebollizione l’acqua. Quando avrà raggiunto il bollore, immergere il polipo per tre volte  consecutive nell’acqua, facendo arricciare i tentacoli.  Immergere  poi tutto il mollusco, salare abbondantemente l’acqua e lasciar cuocere  per un ventina di minuti, eliminando  man mano la schiuma.

Spegnere il fuoco e lasciare il polipo nell’acqua con la pentola coperta per altri 20 minuti.

Nel  frattempo pulire e lavare le bietole.  Lessarle in acqua bollente salata, fin quando le coste risultino abbastanza tenere, ma non sfatte.

Scolarle e passarle per qualche minuto in acqua e ghiaccio, per far rimanere verdi le foglie.

Scolare  di nuovo molto bene la verdura. Riscaldare in un padellino 2/3 cucchiai di olio evo, saltare velocemente le biete con un pizzico di peperoncino . Regolare di sale.

Frullare il tutto  e conservare in frigo.

Riscaldare leggermente 4/5 cucchiai di olio con un rametto di rosmarino.

Cuocere la polenta mescolando di  tanto in tanto. Per ottenere una consistenza piuttosto morbida , potrebbe  non essere necessario utilizzare tutta la quantità di farina indicata, poiché molto dipende dal tipo di farina utilizzata.

Quando la polenta è  cotta, versarla nei bicchierini disposti inclinati e  affondati su di un piatto con del  sale per bloccarli nella posizione. Aspettare che si raffreddi  leggermente  per lucidarne la superficie con l’olio al rosmarino.

Mentre la polenta cuoce, tagliare a dadini il pomodoro,dopo averne tolto i semi, e condire con sale e l’ olio aromatizzato

Scolare bene il polipo, tagliarne i tentacoli a rondelle, lasciando più lunga la parte finale. Lucidare  anche il polipo con l’olio al rosmarino.

Riprendere i  bicchierini con la polenta, che sarà solidificata, versare la crema di bieta. Completare la coppa con il polipo, il pomodoro ed il rosmarino.

Servire  il polipo in coppa di bieta e polenta a temperatura ambiente.

Polipo in coppa di bieta e polenta

 

Con questa ricetta partecipo al Contest “In Cucina con il Soave Doc” di Soave Versus

in programma dal 3 al 5 Settembre 2016, presso il Palazzo della Gran Guardia a Verona.

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Cheesecake al pistacchio e cioccolato bianco

Lo so, la foto non è delle migliori, ma ho preparato questa cheesecake al pistacchio  per i colleghi di mio marito la sera: lo scatto  è stato fatto di fretta, al mattino, prima di andare al lavoro.
Poco male perché la  torta, invece, è molto buona: ho preso di base la ricetta di Madalina, aumentando le dosi ( quelle che trovate tra parentesi sono per uno stampo da 24) e  decorandola a modo mio con  croccante al pistacchio e cioccolato bianco fuso con pasta pistacchio.
Ve la consiglio! Potete prepararla in breve tempo e decorarla più semplicemente, anche con una semplice granella di pistacchio che richiama il pistacchio tritato che sta nella base di biscotto.

Cheesecake al pistacchio e cioccolato bianco

cheesecake al pistacchio

Ingredienti per stampo da 16/18 (24 cm)
200 g biscotti Digestive (275)
110 g burro fuso (150)
30 g farina di pistacchi (in alternativa pistacchi tostati e tritati) (41)
1 cucchiaio raso di zucchero di canna
180 ml panna fresca (250)
6 g e mezzo colla di pesce (9)
180 g cioccolato bianco (250)
250 g Philadelphia (345)
35 g zucchero semolato (50)
25 g pasta pura di pistacchi (50)
Per decorare:
croccante ai pistacchi
cioccolato bianco fuso con pasta pistacchi e colorante liposolubile verde

 

Fondere il burro, frullare i biscotti, trasferirli in una ciotola e aggiungere lo zucchero di canna, la farina di pistacchi e il burro. Amalgamare con un cucchiaio.Rivestire la base e il bordo di uno stampo a cerniera da 24 cm di diametro con un foglio d’acetato o carta forno.
Formare il fondo del cheesecake con i biscotti frullati livellandoli con il dorso di un cucchiaio.Lasciar raffreddare in frigo per almeno 30 minuti.
Nel frattempo mettere la colla di pesce in ammollo in poca acqua fredda e tritare finemente il cioccolato.
Portare  quasi a bollore,in un pentolino capiente, la panna  con lo zucchero semolato.
A questo punto unire la colla di pesce strizzata e, velocemente, amalgamare  per farla sciogliere completamente aggiungendo anche il cioccolato tagliato.
Mescolare con una frusta per sciogliere tutti i grumi, togliere dal fuoco e trasferire in una ciotola capiente. Unire la pasta di pistacchi e il philadelphia e mescolare con la frusta per ottenere una crema setosa e senza grumi. Versare la crema  sul fondo di biscotti e rimettere in frigo per almeno un paio d’ore per rassodare( meglio far riposare almeno 6 ore prima).
Decorare a piacere.

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Torta senza cottura alle pesche limone e pinoli

Volete preparare un buon dessert, ma l’idea di accendere il forno vi terrorizza?

Vi consiglio questa  torta senza cottura alle pesche limone e pinoli: è semplicissima da realizzare e si prepara in poco tempo.

Dovete solo avere la pazienza di aspettare  qualche ora per il raffreddamento.

La ricetta originale, tratta  dal libro francese ‘ Le Gateu sans cuisson’ prevede l’uso delle pesche sciroppate, ma visto che siamo di stagione, io ho usato quelle fresche, sia per l’interno che per la decorazione che ho personalizzato un po’.Torta senza cottura alle pesche limone e pinoli

Ingredienti per uno stampo di 20 cm di diametro ( io ho usato uno stampo da zuccotto)*
*La consistenza del dolce è molto morbida, per cui consiglio di non costruirlo con altezza eccessiva, per evitare che si rompa al momento del taglio.

 

500g di buoni biscotti ai cereali

300 g di pesche (peso  senza nocciolo) o sciroppate

350 g di mascarpone

350 ml di panna fresca

70 g di zucchero

buccia di limone grattugiata

per la decorazione

100 g di pinoli tostati

zeste di limone

1 pesca a fette

30 g di zucchero

Versare la panna in una ciotola e far raffredare in congelatore per 30  minuti.

Nel frattempo tagliare a piccoli cubetti le pesche e rivestire lo stampo con pellicola.

Passato il tempo di raffreddamento, mescolare il mascarpone con la panna  e il limone.

Con le fruste o in planetaria montare il tutto, aggiungendo progressivamente lo zucchero, fino ad ottenere un impasto ben fermo.  A questo punto incorporare delicatamente le pesche.

Versare sul fondo dello stampo uno strato di crema alle pesche, coprire con uno strato di biscotti.

Ripetere l’operazione tre volte ( o fino ad esaurimento degli ingredienti).

Mettere in frigo per almeno 4 ore.

La torta senza cottura alle pesche limone e pinoli è pronta, manca solo la decorazione. La ricetta originale prevede solo pinoli e la buccia di limone; avendo un po’ di tempo in più, potete fare come me.

In un pentolino far leggermente caramellare la pesca a fette con lo zucchero. Raffreddare e conservare in frigo

Al momento di servire, rovesciarela torta su di un piatto da portata e decorare con i pinoli tostati, la pesca caramellata, e la buccia del limone .

 

Torta senza cottura alle pesche limone e pinoli

 

 

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Il Bounty – gelato al cocco e cioccolato

Se vi piace l’abbinamento cocco e cioccolato,il freschissimo Bounty  fa per voi.
La ricetta  è tratta dal libro “Gelato – Chez moi” di Barbara Torresan che verrà testato,  nei  mesi di luglio e agosto,  dalla redazione di  Cake Lab Test &Taste di cui anche io, con immenso piacere, faccio parte per questi mesi estivi.
Tutto questo grazie ai cupcakes all’albicocca, con cui ho vinto la sfida del mese scorso a pari merito con Elisabetta  del blog maccomecucini.
Così ora anche io proverò per voi  una delle ricette del libro.
In particolare ho scelto, fra  quelle realizzabili senza la gelatiera  (visto che non ne possiedo una), il Bounty, perché il cocco è uno dei sapori estivi per eccellenza e mi attirava l’idea di poterlo gustare nella versione fresca home made.

bounty

Ingredienti
350g di latte intero
150g di latte di cocco
50 g di cocco disidratato
100 g di zucchero
200 g di cioccolato fondente al 75% (facoltativa)
Versare il cocco disidratato  e lo zucchero in una ciotola, coprire con il latte intero caldo e lasciare riposar finché il composto non si raffredda, mescolando di tanto in tanto fin quando lo zucchero non è completamente sciolto.
Trascorso il tempo si riposo unire il latte di cocco e mescolare con una frusta a mano  eliminando gli eventuali grumi e far gonfiare leggermente il composto,
Se avete la gelateria:
versatevi il composto e seguite le istruzioni.
Quando  il gelato è pronto, versatelo ancora morbido negli stampini o in bicchierini.
Se non avete la gelateria:
versate il composto nella planetaria e montate per qualche minuto.
Raffreddate  e ripetete l’operazione con le fruste a mano dopo un’ora. Versate negli stampini.
Quando il gelato sarà ben freddo (preferibilmente il giorno successivo alla preparazione) fate sciogliere il cioccolato (a bagnomaria o al microonde).
Una volta liquefatto  ( a scelta tra le diverse opzioni)
  1. mescolate un pochino per raffreddarlo e bagnarvi velocemente i gelati anche solo la punta, rimettere i gelati nel congelatore
  2. appoggiate i gelati sulla carta da forno e decorateli velocemente con il cioccolato e spolverate con scaglie di cocco,rimettete i gelati nel congelatore
  3.  non riempire completamente gli stampi con il gelato, colarvi il cioccolato quando i gelati sono freddi e rimettere i gelati nel congelatore.
Io ho scelto di unire la seconda e la  terza opzione.

bounty

Note
 La consistenza del gelato, che immaginavo più morbida, senza la gelatiera è risultata piuttosto cristallizzata. D’altra parte nel gelato non sono presenti  molti grassi e nel procedimento si indica di frullarlo solo una volta prima di metterlo a raffreddare completamente. E così ho fatto.
Proprio per questa consistenza ‘non cremosa’  la ricetta, dove l’autrice ci dà la possibilità di preparare  il gelato anche in bicchierini e quindi  al cucchiaio è, secondo me, meglio  indicata  per ottenere un gelato  su stecco.
Per quanto riguarda il cocco disidratato, non vengono date indicazioni particolari, per cui io ho utilizzato quello a cubetti.
Mi è rimasto comunque il dubbio se dovessi usarne di altro tipo, perché i pezzettini che, non sono piccolissimi, rimangono all’interno del gelato.
D’altra parte  non è previsto  in alcun passaggio successivo di filtrare il composto.
Il cioccolato fondente arricchisce molto il gusto, quindi ,secondo me, non può essere facoltativo: la decorazione,così come l’ho realizzata io,tende  però a ‘staccarsi’  un po’ dal gelato. Sicuramente è meglio immergere il gelato in punta come indicato nell’opzione 1.
In conclusione,il Bounty a casa è piaciuto, anche con i piccoli nei che ho evidenziato, e sono convinta che si ottenga un risultato migliore con l’utilizzo della gelatiera,realizzando un gelato con stecco e punta di cioccolato. Per questa fiducia assegno alla ricetta una faccina sorridente.
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Ricordo che nel Crazy Test di luglio e agosto la sfida riguarda il  gelato bianco senza gelatiera.
Trovate qui il regolamento per partecipare.

 

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Premio Ciauscolo d’oro 2016

Che bella festa, quella che si è svolta domenica 3 luglio  a Castelsantangelo sul Nera per il premio ‘Ciauscolo d’oro 2016’!

Sono ormai 10 anni che in questo bel paesino marchigiano nel cuore del Parco dei Sibillini, quasi a confine con l’Umbria, si svolge questo evento. La Compagnia dei Ciauscolanti, di cui è Gran Priore e animatore instancabile Piergiorgio Lorenzetti, organizza questa manifestazione insieme alla Norcineria Alto Nera, laboratorio artigianale di lavorazione di carni suine, che dal 1990, è uno dei produttori del territorio che porta avanti con impegno la tradizione di  un ciauscolo di qualità.giorgio

Siamo molto contenti, quando riceviamo l’invito a questa festa: è l’occasione  per riscoprire la bellezza della natura di questi luoghi, fare qualche bella passeggiata e  soprattutto gustare buonissimi  prodotti.

E’ d’obbligo, infatti, prima di tornare a casa, passare nella bottega della Norcineria Alto Nera da Gregorio e Giulio, in via Roma all’ingresso del paese, ed acquistare qualche ‘souvenir’ gastronomico.ciauscolo

C’è l’imbarazzo della scelta tra salami, capocolli, salsicce, prosciutti, guanciali e lonzini, la “cardosella”, il salame aromatizzato al ginepro, il ciauscolo, e il ciauscolo di fegato.ciauscolo

Unire natura, cultura, buon cibo e bella compagnia: cosa si può volere di più?

Così domenica, dopo una passeggiata sulle rive del Nera, tutti in piazza  per l’inaugurazione del  Monumento al Ciauscolo, opera dell’artista Silvio Craia,le cui bellissime ceramiche artistiche erano anche esposte accanto agli scritti sul ciauscolo, di Ciauscolanti  e Ciauscologi come Carlo Cambi, Ugo Bellesi, Giancarlo Liuti, Mauro Magagnini, Nazzareno Graziosi.

inaugurazione

Quest’anno il premio Ciauscolo d’oro è andato al Presidente onorario dell’Accademia della Cucina Italiana, Giovanni Ballarini. Insieme a lui molte onorificenze e attestati sono stati assegnati  a figure di spicco della  società e della cultura maceratese e marchigiana, il cui ruolo è anche quello, attraverso questi riconoscimenti, di ampliare la conoscenza di questo  prodotto buonissimo, che diventa però quasi  di nicchia al di fuori del nostro territorio.

primo premio

Per chi, appunto, non lo conosce il  ciauscolo, che ha ottenuto nel 2009  il marchio IGP,  è un salume spalmabile . Ha carni rosee ed un gusto saporito, ma delicato che deriva da un impasto macinato finemente, in due o tre passaggi,  di pancetta, spalla e rifilature di prosciutto e di lonza, insaporito con aromi e spezie.

ciauscolo

Sempre per rimanere nella parentesi culturale, vi dirò che sono due le teorie più diffuse sull’origine del  nome.Per alcuni “ciabusculum” o “cibusculum” starebbe a significare il piccolo cibo o spuntino che nell’usanza contadina veniva consumato a piccole dosi negli intervalli tra i pasti principali. Secondo un’altra versione invece, il  nome deriverebbe dall’involucro che contiene l’impasto, il budello, che nel maceratese si chiama appunto ciauscolo,Gli studi continuano , infatti domenica il Dott. Piergiorgio Angelini,Direttore del centro Studi Territoriale delle Marche dell’Accademia della Cucina, ci ha accennato anche ad possibile una matrice longobarda di questo nome tutta da approfondire.

Finita la parentesi culturale, la festa è continuata con la tavolata,in cui abbiamo degustato, oltre ai buonissimi  prodotti della Norcineria Alto Nera, e altre bontà la polenta bianca e  rossa preparata dai ‘Polentari di Santa Maria in Selva’, con condimento a base di carni di ‘ciausculu’. Buonissima!!

polentari

Dopo qualche chiacchiera di fine pasto, inframmezzata dal racconto di don Peppe Barchiesi sul valore del polenta nella tradizione rurale, abbiamo lasciato la piazza, dove già partiva la musica, e ci siamo incamminati per le ripide vie del paese,alla scoperta del centro montano e dei suoi piccoli tesori nascosti.

La chiesetta di San Sebastiano con i suoi affreschi, ad esempio, è proprio a due passi dai giardini, invece per arrivare al Monastero di San Liberatore e trovare il silenzio, il sorriso e volendo anche l’ospitalità delle Suore  Benedettine della Provvidenza, bisogna salire all’interno delle mura.

panorama

A conclusione non resta che ringraziare ancora una volta la Compagnia dei Ciauscolanti e la Norcineria Alto Nera  non solo per questa bella domenica insieme, ma per il lavoro che entrambi svolgono, seppur in maniera diversa,  per la valorizzazione di un grande prodotto e la promozione del territorio.

Viva il ciauscolo!!ciauscolo

 

Crostata frangipane con ciliegie e cioccolato

Novembre 2015: trovo nel  blog di Anna di Dolcinboutique  questa  crostata  frangipane con ciliegie e cioccolato. E’ amore a prima vista. Purtroppo è ormai lontano il tempo delle ciliegie e così mi  riprometto di prepararla alla prima occasione utile, anche se so di dover aspettare molti mesi.

Inizi di giugno 2016: cerco un dolce facile, ma golosissimo da preparare  per  mio figlio  che deve festeggiare in classe  la fine dell’anno scolastico. All’improvviso un flash: la crostata  frangipane con ciliegie e cioccolato!

Come ho fatto a non pensarci subito, con tutte quelle ciliegie sui banchi del supermercato, che aspettano solo di essere immerse in quella crema buonissima.

Corro a cercarla nel blog. Per fortuna avevo annotato il link e così la trovo in poco tempo.

Ho rispettato in tutto  e per tutto la ricetta originale. La sola modifica  che ho apportato, per distrazione, sta nel modo in cui ho disposto  le ciliegie. Probabilmente mi sono fatta trasportare  dalla bellezza di tutte quelle piccole sfere rosse che  ho allineato  nella crema frangipane in bell’ordine  e ho capito solo a cottura ultimata, quando le ciliege si sono scurite con il calore,che era più  corretto  disporle  anche  rovesciate  per   migliorare  l’aspetto  finale.

Lo terrò  presente  per la prossima  volta,  perché  visto il risultato e gli apprezzamenti ricevuti, troverò altre occasioni per replicarla.

Crostata  frangipane con ciliegie  e cioccolato

Crostata frangipane con ciliegie e cioccolato

Dosi per uno stampo  rettangolare da crostata
( circa 35x12cm  meglio se con fondo removibile)
Pasta frolla al cacao
90 g di burro a temperatura ambiente
90 g di zucchero semolato
1 uovo
170 g di farina 00
30 g di cacao amaro
Per la crema frangipane
100 g di burro
2 uova
80 g di zucchero
100 g di farina di mandorle
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
80 g di cioccolato fondente tritato
200 g di ciliegie
200 g di confettura di ciliegie
mandorle in lamelle

 Procedimento

(riporto pari pari la ricetta di Anna)

Snocciolare le ciliegie e dividerle a metà, lasciandone qualcuna intera sempre snocciolata.
Setacciare assieme la farina e il cacao. Lavorare a crema in planetaria il burro morbido con lo zucchero , unire l’uovo leggermente sbattuto e infine le polveri. Continuare a mescolare  per poco tempo fin quando il composto si compatta. Mettere la frolla in frigorifero per almeno un ora. Stendere la frolla ad uno spessore di circa 4 mm ed inserirla nello stampo imburrato, bucherellarla con una forchetta e riporre di nuovo in frigorifero.
Sciogliere il cioccolato al microonde o a bagnomaria e lasciarlo intiepidire. Nel frattempo lavorare il burro morbido con delle fruste elettriche, aggiungere lo zucchero e continuando a frullare unire anche le uova, la farina di mandorle, l’estratto di vaniglia e il cioccolato sciolto. Riprendere lo stampo dal frigorifero e spalmare sulla base di frolla qualche cucchiaiata di confettura di ciliegie, ricoprire con la crema frangipane al cioccolato e decorare  tutta la superficie con le ciliegie fresche divise a metà, e di tanto intanto metterne qualcuna intera.
Cospargere di lamelle di mandorle e infornate a forno caldo 180° per 40 minuti circa.
Sfornare, lasciare intiepidire e spolverare  con zucchero a velo e altre lamelle di mandorle.
Crostata frangipane con ciliegie e cioccolato
Con questa ricetta partecipo al  Contest “Di cucina in cucina: Le ricette nel cassettocontest-di-cucina-in-cucina

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Pizza in teglia con baccalà cipolle e pomodorini

Sarò sincera: quando all’inizio di giugno ho scoperto che la sfida del mese del MTChallenge 58  riguardava la pizza, mi sono un po’ preoccupata.

Non sono una  di quelle che impasta la pizza almeno una volta a settimana e non ho quindi dalla mia parte l’esperienza consolidata che richiede l’argomento. Ma cosa serve partecipare al MTChallenge, oltre che a divertirsi, se non ad imparare confrontandosi?

Leggendo il post dettagliatissimo di Antonietta che ha vinto la sfida del mese scorso  e ha scelto la ricetta di questo mese, ho preso un po’ di fiducia e  pensato che  dovevo affrontare questa sfida  con spirito positivo. Con tutti quei passaggi spiegati così chiaramente  nel post e che vi invito a leggere, anche per tutte le informazioni sugli ingredienti di base è, alcune da me ignorate finora,  mi sono detta :”Chissà che non sia la volta buona? Sarà questa pizza della tradizione napoletana a diventare il  mio nuovo punto di riferimento?”

Al lavoro, dunque. Mentre per la base il procedimento da seguire è  ferreo ( meno male!), sulla farcitura ci è concessa dal regolamento libertà di azione, così,non avendo un cavallo di battaglia. ho pensato di giocare  con la scelta degli ingredienti. D’altra parte questa è la parte divertente: una volta superato lo scoglio dell’impasto e con il forno dalla tua parte,  è bello avere l’occasione di sperimentare , come in ogni sfida Mtc. E poi cosa c’è di meglio della pizza per scatenare la fantasia?

Ora che il risultato è sul tavolo  ringrazio Antonietta e l’MTChallenge  perché  finalmente dal mio forno ( che a dire il vero con i suoi 20 anni di  onorato servizio  e i suoi 220° massimo ci ha messo sempre del suo per rendere il mio rapporto con la pizza ‘problematico’) è uscita una pizza  veramente buona che è stata apprezzata e promossa da tutta la famiglia.

In questa caldissima giornata di giugno, ha avuto forse inizio una nuova era in casa mia?

Pizza in teglia con baccalà cipolle e pomodorini

Pizza in teglia con baccalà cipolle e pomodorini

 
Maturazione in frigo, lievitazione in teglia
Idratazione 65%
Consistenza:  morbida
diametro stampo 32 cm 
Ingredienti
450 g di farina
290 ml di acqua minerale naturale
12 g di sale
1 g di lievito di birra

Farcitura

350 g di baccalà bagnato
2 cipollotti di Tropea di media grandezza
6/7 pomodorini secchi sottolio
rosmarino
olio
Procedimento
Setacciare la farina, trasferirla in ciotola, fare la fontana, aggiungere il lievito di birra sciolto in una tazzina di acqua prelevata dal totale, il resto dell’acqua ed infine il sale sulla farina, verso il bordo della ciotola.
Iniziare a incorporare man mano la farina,  intridendola con le dita e poi una volta terminato, ribaltare sul piano da lavoro e impastare per 10 minuti, piegando e ripiegando più volte, schiacciando l’impasto senza strapparlo.impasto pizza

Trasferire in una ciotola, coprire con pellicola e lasciar a temperatura ambiente per 1 ora. Trasferire poi  in frigo per 8/10 ore, ma volendo anche 15/18  ore (io 12) .

Togliere dal frigo e lasciar a temperatura ambiente per 2 ore senza la pellicola ma coperta con uno strofinaccio umido e comunque fino a quando l’impasto risulti gonfio.Ribaltare sul piano da lavoro, stendere con le mani, senza schiacciare, ma allargando l’impasto dal centro verso il bordo, infilare le mani sotto il disco di pasta fino a poggiarlo su metà avambracci e traferire in una teglia oliata.

Lasciar lievitare altre 2 ore coperta da uno strofinaccio umido.

pizzastesa

Riscaldare il forno alla massima temperatura in modalità statica  senza mai aprire lo sportello.Quando la spia della temperatura si spegne aspettate ancora 20/30 minuti. 

Nel frattempo preparate la farcitura tagliando i cipollotti a fettine sottili,  i pomodorini  secchi a listarelle e il baccalà a pezzi di 2/3 cm.In un tegamino riscaldate leggermente un bicchiere abbondante di  olio  con un rametto di rosmarino. Immergetevi i pezzettini di baccalà che devono rimanere ben coperti e fate cuocere per 3/4 minuti ( devono risultare bianco lucido).Regolate eventualmente di sale. Conservare  il baccalà nell’olio di cottura.

Condite la pizza  spennellandola  con  l’olio di cottura del baccalà che si sarà intiepidito  e qualche ciuffetto di rosmarino .Cuocere nel ripiano centrale per 20 minuti, spostandola in alto o in basso a seconda  che risulti bianca sopra o sotto. A metà cottura  aggiungere  la cipolla a fettine e reinfornare.

Quando la pizza è cotta, completare la farcitura con le ‘sfoglie’ ricavate dal baccalà, i pomodorini, i ciuffetti di rosmarino e un giro d’olio.Pizza in teglia con baccalà cipolle e pomodorini

Pizza in teglia con baccalà cipolle e pomodorini

Con questa ricetta partecipo  alla sfida 58 dell’ MTChallenge

pizza

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Fantastik al salame piacentino e sedano

Quando ho aperto il pacco inviato gentilmente dal Salumificio La Rocca con una serie di  prodotti deliziosi da utilizzare per la preparazione della ricetta del Contest “Fantasia in cucina con i Salumi La Rocca” ho capito subito che non sarebbe stato facile decidere quale utilizzare. 
Innanzitutto era necessario assaggiarli per poter decidere con cognizione di causa e ho fatto fatica a trattenere la famiglia dal divorare tutto prima di realizzare il piatto della gara.
Alla fine ho deciso di utilizzare sia la pancetta che  ha un gusto delicato e  non prevaricante che il salame piacentino  anch’esso dolce e saporito perché con poco sale e spezie, unendoli alla freschezza del sedano e alla croccantezza dei semi di zucca.
Tutti questi ingredienti compongono su una base biscuit, un allegro, colorato e rustico ‘Fantastik al salame piacentino e sedano’ nella mia versione salata ispirata alle creazioni di Christophe Michalak,
Un antipasto  davvero gustoso!!

Fantastik al salame piacentino e sedano

Fantastik al salame piacentino e sedano

150 g di salame piacentino Dop Il Principe del Salumificio La Rocca
un fettina sottile di pancetta piacentina DOP ” La Castellana” Salumificio La Rocca
500 g di ricotta di pecora non troppo morbida
100 g di panna  fresca
200 g di sedano
 75 g uova
50 g di farina
7 g di zucchero
1/2 cucchiaino  raso di lievito istantaneo
1 cucchiaino di sale
una manciata di semi di zucca
olio
sale
pepe

 

Sciogliere in un padellino la pancetta  a fuoco lento in modo da non far asciugare la parte grassa e tritarne la parte magra rosolata con il coltello.
Tritare finemente un cucchiaino di semi di zucca.
Preparare il biscuit montando gli albumi a neve con lo zucchero. Sbattere i tuorli con il sale ed unirli  agli albumi poco alla volta, continuare a montare fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere in un paio di volte la farina e il lievito precedentemente setacciati facendo attenzione a non smontare il composto. Aggiungere la pancetta  sciolta intiepidita, i pezzettini di magro ed i semi di zucca. Mescolare delicatamente dall’alto in basso.
Stendere  il biscuit  su una teglia ricoperta  di carta forno  creando  un quadrato di circa 21×21 cm. Livellare con una spatola delicatamente e cuocere a 180° per 15 minuti.  Appena tolto dal forno ritagliare con  un anello o uno stampo un cerchio di 18 cm di diametro. Lasciar raffreddare.
Pulire 150  g di gambi di sedano cercando di raschiare la parte filamentosa. Tritarli con il mixer il più finemente possibile e  tenerli da parte a scolare per eliminare il più possibile la parte liquida.
Tritare con il mixer 250 g  di ricotta e  100g di salame piacentino fino ad ottenere una mousse morbida ed omogenea. Montare la panna ed aggiungere delicatamente alla mousse. In base alla consistenza della ricotta potrebbe non  essere necessario aggiungerla tutta. La mousse deve risultare morbida ma consistente . Regolare di sale. Versare la mousse di salame in un sac a poche  munita di bocchetta liscia da 8/10mm.
Frullare leggermente la ricotta rimanente, aggiungere il sedano tritato e tamponato con carta assorbente,  sale e pepe e amalgamare bene il tutto.
Versare la mousse al sedano in una sac a poche  con bocchetta a stella.
Sul biscuit formare delle sfere di mousse di salame e negli spazi vuoti inserire dei ciuffetti  di mousse al sedano. Decorare con fettine di salame, dei listelli di cuore di sedano con le foglie  e una manciata di semi di zucca.
 Fantastik al salame piacentino e sedano
Con questa ricetta partecipo al contest del Salumificio La Rocca 
“Fantasia in cucina con i Salumi La Rocca”

 

 

Cupcakes all’albicocca

Non posso dare un mio giudizio  sul gusto di questi cupcakes all’albicocca, perché, pronti in frigo, sono diventati il dessert di una cena improvvisata da Edoardo e i suoi amici.Così io  non ho avuto modo di assaggiarli.  A loro  sono piaciuti,  per cui sono  contenta .Sono ‘costretta’  a  rifarli se voglio avere la mia opinione personale!!!!

Ho  seguito  abbastanza fedelmente la ricetta indicata dal Cakes Lab Test & Taste di questo mese,  perché ,per preparare questi cupcakes, avevo davvero poco tempo, ma ci tenevo a partecipare e  volevo dedicare un ‘pochino’ più di  attenzione  alla decorazione. Ho circondato le albicocche con dei petali di glassa per creare  velocemente dei dolcetti colorati ed allegri intonati all’estate che speriamo arrivi presto.

Cupcakes all’albicocca

Cupcakes all'albicocca

Per  6 cupcakes
150 gr. di farina integrale
1 cucchiaino e 1/2 di lievito per dolci
60 gr. di burro ammorbidito
90 gr. di  miele
100 gr. di yogurt all’albicocca
1 uovo
la scorza grattugiata di un limone bio
½ cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale
100 gr. di  albicocche a dadini
         Per la glassa
250 gr. di formaggio fresco spalmabile  light
50 gr. di miele
3 piccole  albicocche
una manciatadi mandorle a lamelle
 
Preriscaldate il forno a 180°. Rivestite una teglia per cupcakes con i pirottini di carta o imburrate degli stampini usa e getta
Mescolate la farina, il lievito e il sale in una ciotola. In un’altra ciotola lavorate il burro 4 minuti circa con le fruste elettriche. Aggiungete un cucchiaio colmo di misto di ingredienti secchi, frullate qualche istante e poi aggiungete l’uovo; sbattete qualche altro minuto, o finché non avrete ottenuto un composto omogeneo e morbido (se dovesse dare l’impressione d’impazzire, aggiungete un altro cucchiaio di farina). A questo punto, con un cucchiaio di metallo o una spatola, incorporate il resto della miscela secca, lo yogurt, il miele, l’estratto di vaniglia e la scorza di limone. Per ultimo aggiungete la frutta  a dadini. Versate il composto con un cucchiaio negli stampi preparati e infornate 12-15 minuti.
Togliete dal forno e trasferite su una griglia metallica a raffreddare.
Per preparare la glassa lavorate il formaggio fresco  con 30 g  di miele fino a quando il composto non sarà liscio. Sbucciate le albicocche e tagliatele  a metà.  Sciogliete il miele rimanente in un padellino. Cuocete leggermente le albicocche .Mescolate lo sciroppo leggermente raffreddato  con la glassa al formaggio.
 Versate la glassa in una sac a poche munita di punta ‘effetto petalo. Formate su ogni cupcake una corolla e disponetevi  sopra metà albicocca. Completate la decorazione con le mandorle.cup1
Con questa ricetta partecipo al Contest ” Crazy Taste” del Cakes Lab Test & Taste

Contest

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