post
In casa la preparazione dei liquori è un’esclusiva di Vittorio, per cui oggi, Giornata Nazionale dei liquori e degli sciroppi del Calendario del Cibo Italiano,  vi illustrerò il procedimento che ha seguito per preparare il liquore all’alloro.  A lui lascio ufficialmente, se non la parola, la macchina fotografica, e colgo l’occasione per ricordare che anche in altri casi è  staro l’autore delle foto di molti miei post.
Abbiamo  provato per la prima volta il liquore all’alloro alla Masseria Narducci, molti molti anni fa, durante una bella vacanza in terra pugliese. Gli ospitali proprietari ce ne offrirono un bicchierino freddo a fine cena: un digestivo piacevolissimo!
Scoprimmo, quindi, questo tipico liquore pugliese, che ormai trova larga diffusione per la sua piacevolezza.
Tornati a casa, abbiamo subito provato a prepararlo e siamo rimasti molto soddisfatti del risultato. Così da allora se troviamo del buon alloro, durante qualche passeggiata, come è successo  quest’anno,  Vittorio coglie l’occasione per mettersi all’opera.
La bassa gradazione alcolica , il gusto aromatico e le sue proprietà digestive  fanno del liquore all’alloro un fine pasto molto apprezzato, che si gusta, in generale, a temperatura ambiente nella zona del Gargano, freddo nel salentino. Data  tuttavia la facile reperibilità  delle foglie di questa pianta in tutta la zona del Mediterraneo, la bevanda è ampiamente diffusa in tutto il Sud Italia.
Le  ricette sono dunque  tantissime, ma la preparazione è assai semplice. Si lasciano in infusione le foglie nell’alcool, aggiungendo in seguito lo sciroppo di zucchero. La durata dell’infusione e della quantità di alcol determinano  l’intensità  del sapore e la sua alcolicità , quindi vi consiglio di provare, nel tempo, diverse dosi fino a raggiungere il risultato a voi più gradito.
Molti usano aggiungere altri ingredienti come la cannella, chiodi di garofano o limone.
L’ ultima ricetta provata da Vittorio è quella più tradizionale con solo foglie di alloro. In questo caso ha utilizzato un alcol a 95° e per abbassare l’alcolicità finale ha aumentato leggermente la quantità di acqua e di zucchero.

liquore alloro

30 foglie di alloro
500 ml di alcool puro a 95°
550 ml di acqua
440 g di zucchero
Preparazione
Prendete un barattolo di vetro  a chiusura ermetica e mettete  in infusione le foglie di alloro, ben lavate e asciugate,  nell’alcol per 6/7 gg , al buio. Agitate ogni tanto.
Quando  ormai le foglie saranno scolorite, filtrate e mettete il liquido in un recipiente  capiente.
Preparate lo sciroppo mescolando a caldo lo zucchero e l’acqua. Quando lo zucchero sarà sciolto, fate raffreddare , unite lo sciroppo all’infuso  e versate nel barattolo a chiusura ermetica che avrete precedentemente ben lavato.
Lasciate riposare  10 gg e poi filtrate ( io ho utilizzato degli appositi filtri di carta per liquori e infusi che potete acquistare in negozi specializzati). Imbottigliate e lasciate riposare  30 giorni, sempre in un luogo buio. Io lo preferisco servirlo ben freddo.

 

7 thoughts on “Liquore all’alloro

  1. …ecco, che dire? Un’altra preparazione da salvare e rifare! In giardino l’alloro è lussureggiante quindi ho idea che andrà un pochino… spogliato 😀 . Il colore, verdino, è meraviglioso, come credo sarà anche il sapore.

  2. L’avevo provato qualche hanno fa, regalato per Natale ed è stato molto apprezzato…me lo hai fatto ricordare e chissà, magari quest’anno ci riprovo, con la tua ricetta, visto la gran quantità di foglie di alloro che ho!!

  3. Un liquore dal colore bellissimo e ammetto che non sapevo si potesse fare un liquore con le foglie d’alloro, ma la mia conoscenza dei liquori è proprio scarsa
    Grazie mille per il contributo

  4. Del liquore all’alloro ne ho sempre sentito parlare ma non ho mai provato a farlo, questa è l’occasione buona. E che magnifico colore che ha!

  5. Non l’ho mai assaggiato ma adoro l’aroma dell’alloro, così intenso ed elegante. Concordo con te che sia un ottimo fine pasto e mi piace l’idea di tentare di tenere a bada il grado alcolico nei liquori casalinghi. Devono essere delle carezze che ci accompagnano al relax del dopo pasto e non delle botte allo stomaco in grado di stenderci.
    Terrò questa tua ricetta pronta per la sperimentazione. Grazie per il bel racconto. Un abbraccio.

Rispondi