Pelle di pesca.Pesca Saturnia, salsa liquida di amaretti e mousse al miele

Le pesche sono il mio frutto preferito e le  adoro in tutte  le varianti che trovo sul mercato. Le trovo anche bellissime per forma e colore
Quest’anno ho scoperto  la pesca  Saturnia® , e ne sono rimasta piacevolmente colpita. Molto dolce e profumata.
E’ una pesca dalla forma schiacciata, da non confondere con la tabacchiera,con  che  da qualche anno viene prodotta  secondo un disciplinare specifico da un’azienda marchigiana che ne ha registrato il marchio.
Conquistata dal suo sapore e dalla sua aromaticità, prima quindi  della pausa di Ferragosto, ho deciso di preparare una ricetta che la veda protagonista.
Con il caldo che ci ha attanaglia,fra una valigia e l’altra da preparare, ho pensato a qualcosa di  fresco  dove l’uso dei fornelli fosse ridotto al  minimo e così è nato questo dessert  che colgo l’occasione di pubblicare nella Giornata Nazionale delle Pesche del Calendario del Cibo Italiano.
E’ stata una scoperta  apprezzare la versatilità di questo frutto che ho utilizzato in questo dolce crudo, cotto ed essiccato.
 Con ‘Pelle di pesca’-pesca Saturnia®, salsa liquida di amaretti e mousse al miele , auguro buone vacanze  a tutti!
Ci ritroviamo  fra qualche giorno nel blog.
Pelle di pesca
Ingredienti per 4 porzioni
3/4 pesche Saturnia®
200 g di panna fresca
1 foglio e 1/2 di gelatina
50 g di miele
70  g di amaretti
10 g di liquore all’amaretto
latte
Mettere la gelatina ad idratare in acqua fredda per almeno 5 minuti. Montare la panna con il miele. Scaldare 30 g di panna senza farla bollire, sciogliervi la gelatina fuori dal fuoco. Far raffreddare fin quando non è a temperatura ambiente ( circa 30/35°). Aggiungere delicatamente la gelatina alla panna montata  mescolando dall’alto verso il basso. Versare la mousse negli stampi  cilindrici  in silicone lasciar raffreddare in frigo per 5/6 ore.
Preparare la salsa di amaretti  mettendoli in una ciotola con il liquore all’amaretto e un cucchiaio di latte. Frullare finemente il tutto,aggiungendo altro latte se la salsa risultasse troppo densa. Far riposare qualche minuto. Passare al setaccio la salsa e conservare in frigo.
 Lavare bene le pesche Saturnia ed asciugarle. Fare una fetta  sottile dal fondo di ogni pesca ( coprite la parte rimasta con pellicola per non farla ossidare) e sistemarla in un piattino che possa andare nel microonde. Scaldare le pesche a 750° per circa 40 secondi. Togliere la buccia   con attenzione e   mettere da parte la polpa morbida. Reinserire la buccia nel microonde alla  massima potenza e controllando ogni 10 secondi assicurarsi che essa diventi croccante ma non bruciata.  Conservare fuori dal frigo.
Al momento dell’impiattamento, Tagliare altre 4 fettine sottili di pesca. Disporne una su ogni piatto di portata. Adagiarvi sopra la mousse al miele. Coprire con la polpa cotta della pesca, la parte superiore e la base delle mousse. Completare con la buccia  di pesca essiccata

Pesca Saturnia©, salsa liquida di amaretti e mousse al miele

 

 

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Coppetta di cioccolato con crema diplomatica e lamponi

Possiamo far passare in sordina la Giornata Mondiale del Cioccolato? Non sia mai! Ecco qua,per l’occasione, una bella coppetta di cioccolato con crema diplomatica e lamponi.Qualcosa dal sapore un po’ ‘fresco’, perché siamo  a luglio  e con il caldo, si cercano abbinamenti meno impegnativi anche per il cioccolato, sebbene  in  qualsiasi forma esso si presenti, è difficile resistergli.  
Il Calendario del Cibo Italiano si unisce  oggi, 7 luglio, ai festeggiamenti del World Chocolate Day nel  170° anniversario dell’invenzione della tavoletta di cioccolato  da parte di Joseph Fry . Coppetta di cioccolatoIl cioccolato da mordere ha aperto la strada ad un’infinità di usi  di questo ‘cibo degli dei’ e la pasticceria ha acquisito uno dei suoi ingredienti principe.
Per rimanere in tema di morsi io ho preparato una mia versione del bicchierino di cioccolato, uno dei modi supergolosi di gustarlo:  un guscio croccante con all’interno creme e mousse dai gusti più vari.
Il bicchierino è  diventato una coppetta che contiene lamponi e, per rimanere nella tradizione della pasticceria italiana,una crema diplomatica (unione di crema pasticcera e panna) a cui ho aggiunto anche il cioccolato al latte, per ‘ribadire il concetto’.
Il cioccolato non è temperato per cui il guscio è piuttosto delicato da maneggiare,con qualche attenzione e prendendoci mano (dopo le prime 4) le coppette  si preparano velocemente. 

Coppetta di cioccolato

Ingredienti x 4 coppette
150 g di cioccolato fondente
1 tavoletta di cioccolato fondente per le basi
una vaschetta di lamponi da 125g
2 tuorli
220 g di latte intero
20 g di amido di mais
70 g di zucchero
50 g di cioccolato al latte
100 g di panna fresca
Un pizzico di peperoncino in polvere (facoltativo)

Tritare il cioccolato fondente e scioglierlo a bagnomaria. Versare un cucchiaio  di cioccolato fuso  in uno stampo a semisfera in silicone  (diametro 7 cm circa) e roteare lentamente per coprire tutta la superficie. Fare attenzione che il cioccolato si distribuisca uniformente senza creare un grosso spessore. Continuare a roteare  fin quando il cioccolato è fluido.( Se avete lo stampo a 6 come il mio, la rotazione può  essere eseguita contemporaneamente).Mettere gli stampi a raffreddare  in frigo in modo che il cioccolato si indurisca.

Nel frattempo preparare la crema pasticcera. Scaldare il latte. In una ciotola sbattere i tuorli con lo zucchero. Aggiungere  l’amido di mais, mescolare.Versare il latte caldo a filo e riportare sul fuoco sempre mescolando. Mescolare fin quando la crema si addensa. Aggiungere il cioccolato al latte a pezzettini e farlo sciogliere.Togliere la crema dal fuoco e trasferirla in una ciotola . Far raffreddare coprendo la crema con una pellicola a contatto.
Quando sarà raffreddata, montare la panna ed incorporarla delicatamente  a 200 grammi di  crema pasticcera mescolando dall’alto verso il basso.
Inserirla in una sac a poche con bocchetta liscia grande e conservare in frigo.
Lavare ed asciugare delicatamente  i lamponi tamponandoli.
Ricavare dalla tavoletta di cioccolato quattro quadratini di circa due cm di lato. Regolarizzarne i bordi passandoli su una superficie calda.
Assemblaggio
 Estrarre con attenzione le semisfere dagli stampi. Regolarizzare i bordi passandoli su una superficie calda. Io ho usato un piattino scaldato con il cannello. Visto che il cioccolato non è temperato  e tende a sciogliersi facilmente,vi consiglio di usare dei guanti per maneggiare la coppetta, in modo da non lasciare impronte. Scaldare leggermente la superficie del quadratino con il cannello. Appoggiarvi sopra  la coppetta . Tenere leggermente premuto e ritrasferire in frigo per far solidificare il tutto.
Disporre i lamponi sulla base della coppetta,aggiungere un ciuffo di crema diplomatica al centro e inserire i lamponi della parte superiore. A piacere spolverare sulla crema un po’ di peperoncino.

Coppetta di cioccolato

 

 

 

Millefoglie di ricotta e cioccolato con salsa di fichidindia dell’Etna

Lo so,i miei più fedeli followers conoscono questa ricetta. Molti nuovi amici però non l’hanno mai vista, perchè l’ho preparata (per un Contest) quando ancora non avevo il blog e l’ho pubblicata fra i primi articoli.
E’ una ricetta a cui tengo  molto e allora mi faceva piacere ripresentarla per la Giornata Nazionale dei dolci di formaggio del Calendario del Cibo Italiano .
L’abbinamento fra ricotta e cioccolato  è un classico, ma una cassetta di fichidindia dell’Etna Dop  che occhieggiava  coloratissima dai banchi del supermercato, ha fatto il resto.
Ho superato così tutte le titubanze verso questo frutto, che, come sappiamo, si presenta un po’ ostico per la sbucciatura e l’ho abbinato agli altri  per comporre e dare un gusto particolare a questa millefoglie.
Certo qualche spina è rimasta attaccata al dito, ma vuoi mettere la soddisfazione di vedere gioire i commensali? Come sempre gli ‘invidiatissimi’ di casa.
Millefoglie di ricotta  e cioccolato con salsa di fichidindia dell’Etna DOP
Millefoglie di ricotta e cioccolato
BISCOTTO al CACAO
1 uovo
1 albume
75 g di zucchero
12 g di farina 00
12 g di fecola
12 g di cacao amaro
Montare l’albume con 20 g di zucchero non completamente a neve ferma.
Montare bene l’uovo con 55 g di zucchero fino a che il composto ‘scrive’.
Unire le polveri poco alla volta al composto ed infine gli albumi montati sempre delicatamente mescolando dall’alto in basso per non smontare il tutto.
Distribuire l’impasto su una placca rivestita di carta forno e cuocere a 220° per 7/8 minuti.
Una volta cotto rovesciare su un canovaccio bagnato e strizzato e cosparso di zucchero.
Togliere la carta forno e tagliare delle strisce di circa 4 cm di larghezza. Da ogni striscia ricavare dei rettangoli di 7×4 cm .
Far raffreddare e tenere da parte. Se li mettete in frigo impilateli intervallando ogni rettangolo con carta forno e rivestire con pellicola il tutto.
SALSA DI FICHIDINDIA
4 fichi ( io ho scelto quelli rossi)
40 g di zucchero
Sbucciare i fichi e tagliarli a fettine. Metterli in una padella con lo zucchero.
Portare a bollore facendo restringere leggermente la salsa.
Passare al colino per eliminare tutti i semi e far raffreddare.
Si può preparare il giorno prima e conservare in frigo (per me è la soluzione migliore!)
SFOGLIE DI CIOCCOLATO
100 g di cioccolato fondente al 62%
Temperare il cioccolato , stenderlo su una banda di acetato di 4 cm di larghezza per uno spessore piuttosto sottile e ricavate 8 rettangoli di 7×4 cm ( come il biscotto).
Una volta raffreddato, su 4 sfoglie ricavare dei fori con un attrezzo cilindrico leggermente riscaldato (facoltativo)
MOUSSE DI RICOTTA
400 g di ricotta di mucca
30 g di zucchero a velo
Setacciare la ricotta, e lavorarla con lo zucchero fino ad ottenere una crema morbida e priva di grumi. Conservare in frigo fino al momento del montaggio.
MONTAGGIO
Su un cartoncino rettangolare  far colare una goccia di salsa e adagiare il biscotto al cacao, su cui va spalmato con delicatezza su tutta la superficie la salsa di fichi .Inserire la mousse di ricotta nella sac a poche e coprire il biscotto con ciuffi di mousse.
Versare qualche goccia di salsa sulla parte centrale della mousse. Adagiare una sfoglia di cioccolato non bucata.
Formare un altro strato di ricotta a ciuffi e salsa di fichi.
Completare disponendo la sfoglia di cioccolato con i fori e decorando con gocce di salsa o ricotta.
Nel piatto adagiare la millefoglie di ricotta e cioccolato e decorare con gocce di salsa e foglioline di menta.
Per i più golosi mettere un po’ di salsa di fichidindia in un bicchierino da versare sul dolce al momento della degustazione.
Millefoglie di ricotta e cioccolato

I macarons arancia zenzero e zafferano,ananas cioccolato e rosmarino

A cose fatte, sono contenta che Ilaria del blog ‘Soffici’ abbia scelto i macarons per la sfida n°62 del MtChallenge. E’ stata l’occasione per ‘dilettarmi’ con questi magnifici pasticcini,che avevo provato a realizzare solo una volta qualche anno fa (con scarso successo 😕 ). Da allora più nulla: ogni volta che adattavo il tappetino per  macarons, avuto in regalo, per altri usi, mi ripromettevo di utilizzarlo quanto prima per un nuovo confronto con la pasticceria francese, ma il tempo è passato senza che si fosse mai presentata la volta buona.
Grazie, dunque, alle istruzioni dettagliatissime di Ilaria, finalmente ho rotto l’incantesimo e sono riuscita a produrre dei macarons di cui sono proprio soddisfatta. Penso anzi, che ben presto preparerò ancora questi dolcini, anche se richiedono tanta tanta pazienza e molto esercizio.
Per l’MTC propongo una combinazione di  gusti mediterranei ed esotici non troppo complessa.
Penso che abbia influito nella scelta di colori e sapori ‘solari’, la voglia di contrastare il grigiore di queste giornate nevose e un po’ ‘traballanti’.  Con questi bottoncini colorati un po’ ci sono  riuscita.macarons
Macaron al curd di arancia zenzero e zafferano
Macaron con composta di ananas e ganache di cioccolato bianco al rosmarino
Per i gusci riporto esattamente quanto scritto da Ilaria,consigliando vivamente di leggere tutti i consigli preliminari sulle varie fasi che ometto, ma che sono utilissimi per la buona riuscita del macaron.
Ricetta di Pierre Hermé (per circa 32-35 macaron)
150g zucchero al velo
150g farina di mandorle
110g albumi vecchi (almeno 3 giorni) – divisi in due ciotole da 55g l’una
Per lo sciroppo
150g zucchero semolato
50ml di acqua
TPT
Tostate leggermente la farina di mandorle in forno a 150° per circa 10minuti. Lasciate raffreddare completamente.
Passate al mixer la farina insieme allo zucchero al velo per ottenere una miscela aerea e impalpabile e passate successivamente al setaccio.
Incorporate i primi 55g di albume crudo al TPT servendovi di una spatola in silicone. E’ necessario amalgamare bene in modo da ottenere una pasta morbida, omogenea e densa.
Se volete aggiungere del colorante, versatelo sugli albumi e mescolate. Poi uniteli al TPT.
MERINGA ITALIANA
Versate lo zucchero semolato e l’acqua in un tegame dal fondo spesso. Inserite un termometro e cuocete a fuoco medio. Quando la temperatura arriva a 115° simultaneamente cominciate a montare i rimanenti 55g di albume ad alta velocità. Se, una volta che lo zucchero comincia a bollire, tendesse ad attaccarsi utilizzate un pennello bagnato in acqua fredda e passatelo sui lati (come per il caramello).
Quando il termometro raggiunge i 118° versate lo sciroppo a filo sulla meringa (non ancora completamente montata) avendo cura di farlo scivolare sul lato della ciotola. Continuate a montare per un altro minuto. Poi diminuite la velocità e montate ancora per circa 2-3 minuti o comunque fino a quando il composto risulterà bello gonfio, lucido e bianchissimo e la temperatura sarà scesa a 40°C.
Solo a questo punto la meringa potrà essere aggiunta alla pasta di mandorle.
Volendo aggiungere del colore può essere fatto in questa fase ricordandosi di usare solo coloranti idrosolubili che non smontano gli albumi.
MACARONAGE
Incorporate inizialmente una piccola quantità di meringa alla pasta di mandorle e mescolate in modo da rendere l’impasto più fluido. Aggiungete la restante meringa usando una spatola in silicone, mescolando dal centro verso i lati esterni e raccogliendo continuamente l’impasto. Quando il composto comincia a diventare lucido fate la prova del MACARONNER, ovvero l’impasto è pronto quando sollevando la spatola ricadrà sulla ciotola formando un “nastro pesante” che ricade con una certa difficoltà. Guardate il video nell’articolo di Ilaria.
Prendete il sac-a-poche con bocchetta liscia da 8-10mm, versate una quantità di composto riempendola fino a metà circa. Spremete bene il composto fino alla fine della tasca, questa operazione è molto importante perché eviterà la formazione di bolle d’aria. Chiudete con due o tre giri la tasca e fermatela con una molletta.
POCHAGE
Fissate con un pochino di impasto i 4 lati del foglio di carta da forno alla teglia. Tenendo la tasca verticale posizionatevi a circa 2cm sopra la teglia. Iniziate a formare dei bottoncini di impasto seguendo lo stampo in silicone oppure il vostro template. Spingete la pasta torcendo ogni volta la tasca di un quarto di giro. Continuate sulle altre teglie fino all’esaurimento dell’impasto. Picchiettate delicatamente con la mano il fondo delle teglie in modo da uniformare i macarons ed eliminare eventuali bolle d’aria.
CROUTAGE
Lasciate riposare i gusci a temperatura ambiente, da almeno 30 minuti a 2-3hs. Questa operazione è molto importante in quanto serve a creare una pellicola fine, secca e resistente sui gusci, e che diventa poi croccante in fase di cottura. L’umidità solleva il guscio senza screpolarlo e alla base si forma il collarino.
Poiché i tempi di croutage possono variare a seconda della temperatura esterna, per verificare che i gusci siano pronti per essere infornati, sfiorate delicatamente la superficie di un guscio; la pasta non deve incollarsi al dito.
COTTURA
Infornate a 180° per i primi 2-3 minuti fino a che si forma il collarino e il macaron si solleva leggermente. Dopodiché abbassate la temperatura a 140-150° e cuocete per ulteriori 10-12 minuti.
Le temperature e i tempi di cottura sono assolutamente indicativi e dipendono dal proprio forno.
Una volta cotti, togliete la teglia dal forno e fate scivolare il foglio dei macarons su un ripiano fino al completo raffreddamento. E’ importante NON LASCIARE il foglio sulla teglia altrimenti continuerà la cottura.
Staccate i macarons lentamente dal foglio di carta forno e con l’indice create un piccolo avvallamento che permetterà una farcitura più abbondante. Lasciate i gusci con la parte “piatta” rivolta verso l’alto.
I vostri macarons sono pronti per essere farciti. Oppure potete conservarli in frigorifero fino a 48hs o congelarli.

 

FARCITURA
Preparate la farcia, inseritela in un sac à poche e spremetela fino al beccuccio (potete utilizzare sempre lo stesso da 8-10mm oppure uno leggermente più grande 11-12mm), in modo da non creare bolle d’aria. Date un doppio giro e chiudete la tasca.
Tenendo la tasca verticale posizionatevi a circa 2cm sopra la teglia. Delicatamente guarnite con una generosa porzione di farcia la metà di gusci, avendo cura di lasciare un bordo di circa 3mm. Assemblate i macarons con i gusci restanti sovrapponendoli a quelli farciti, e premendo molto delicatamente fino a che la farcia non sia ben evidente tra i gusci.
Trasferite i macarons adagiati su un vassoio (possibilmente ricoperto di carta da forno) in frigorifero per circa 24hs.
Prima di servire, lasciateli 2hs a temperatura ambiente.
A questo punto il grosso è fatto per cui possiamo passare alle farciture
Curd di arancia zenzero e zafferano

Per 18 /20  macarons
100ml di succo d’arancia
50+20 g di miele
1 uovo e 1 tuorlo
10 g di amido di mais
20 g di burro
1/2 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
un pizzico di zafferano in polvere
Sbattete le uova con 20 g di miele  e con l’amido setacciato. Scaldate il succo d’arancia con 50 g  di miele finché   quest’ultimo non si scioglie. Aggiungete lo zafferano e lo zenzero e versate sulle uova. Riportate sul fuoco e fate ispessire  la crema sempre mescolando. Lasciate raffreddare e conservate  in frigo  coperto da pellicola.

 

Composta di ananas e ganache di cioccolato bianco al rosmarino ( da preparare la sera prima)

Per 18/20 macarons
170 g di ananas sciroppato
50 g di zucchero
il succo di 1/2 limone
120 g di panna + la quantità per il rabbocco
150g di cioccolato bianco
1 rametto di rosmarino
Riscaldate 70 g di panna con il rosmarino fino  a sfiorare il bollore. Spegnete e lasciate in infusione.
Tagliate a cubetti l’ananas. In un padellino versate lo zucchero e fate sciogliere fino a formare un caramello. Quando si colora appena, versate l’ananas ed il succo di limone. Mescolate bene e fate caramellare l’ananas, fin quando si forma una composta morbida. Fate raffreddare, frullate e conservate in frigo.
Filtrate  la panna aromatizzata al rosmarino, pesatela ed aggiungete altra panna fino a raggiungere i 120g. Filtratela.Tritate a pezzettini il cioccolato e fatelo ammorbidire leggermente a bagnomaria o al microonde. Scaldate la panna e versate in 3 volte sul cioccolato mescolando con una spatola. Quando  il composto è liscio e vellutato, lasciatelo intiepidire e poi copritelo con  una pellicola per alimenti. Fate raffreddare in frigo per almeno 4 ore,meglio tutta la notte. Passato questo tempo, montate con le fruste la ganache.
Farcite il macaron, dressando la ganache, formando un anello al cui centro porrete una goccia di composta di ananas. Ricoprite con una goccia di ganache  e coprite con il secondo guscio.

Con questa ricetta partecipo all’MTC n.62

 

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Tirami(sù) La chiave

Tema del MtChallenge nº 61:
Creare un tiramisù sexy  prendendo spunto da film o da  un’icona  di questo genere cinematografico.
Il tema quasi ‘osé’ è stato proposto da Susy May del blog  Coscina di pollo, vincitrice della sfida del mese scorso .
Svolgimento
Il tiramisù classico è uno di quei dolci che, chiunque ami pasticciare, impara a fare ben presto. Piace a tutti ed è piuttosto semplice.  Fa talmente parte della quotidianità che non si mette (quasi) mai in discussione. Ma la quotidianità  spesso è amica della noia e, nel mio caso, finisce  che  il tiramisù viene lasciato in disparte per far posto a bavaresi, mousse e torte di altro tipo.  Ho pensato….Susy May e l’Mtchallenge troveranno  la chiave per rivitalizzare il feeling, nel mio caso ormai spento, con il dolce italiano più famoso  nel mondo?
Mentre mi ponevo  questa domanda la parola ‘chiave’ ha fatto scattare l’interruttore e ho pensato al film di Tinto Brass dal titolo omonimo.
Non che sia una cultrice del genere, né che lo reputi un capolavoro della cinematografia italiana, ma  mi è sembrata subito la strada da percorrere. Come  nel rapporto  di coppia  un po’ stanco del film, la scoperta  delle reciproche fantasie erotiche dei protagonisti  serve a ritrovare  una  nuova intesa, così  questo accento sexy da dare al tiramisù poteva servire a riaccendere  il mio interesse per questo dolce che da tempo non preparavo.
Nel film,uscito con grande successo nel 1983, un’affascinante Stefania Sandrelli si mostra  in molte scene senza veli  e lo spettatore  assiste  quasi spiando  attraverso il buco di una serratura, desideroso di avvicinarsi a quel corpo morbido e voluttuoso.  La sensualità ed il piacere  del farsi desiderare. E’ questo il leit motiv   che intendo riprendere dal film.images
Così il mio tiramisù, dolce di per sè godurioso, per farsi desiderare ricorre a decorazioni sexy: una giarrettiera  e uno slip di cioccolato ammiccanti invitano ad assaggiare quanto c’è sotto. E cosa c’è all’ interno ? Anche nella composizione del dolce bisogna ricorrere a qualcosa di intrigante, a qualcosa di un po’ diverso dal solito,  ma che non sia per forza particolarmente esotico o stravagante. Nel film il risveglio dei sensi, infatti, si risolve quasi tutto  nelle mura domestiche.
Nel dolce, allora, ho pensato di sorprendere il ‘palato’ pronto ad essere soddisfatto dai noti sapori già di per sè appaganti.
Non è piacevolmente eccitante creare una sorpresa, proprio adoperando alcuni ingredienti  classici in maniera diversa  ed introducendone di nuovi di uso quotidiano? E allora a parte il mascarpone e i savoiardi di obbligo e richiesti dal regolamento, il caffè si sposta dalla bagna nella ganache di cioccolato, lasciando la bagna al mistrà. Questo liquore all’anice molto usato ed apprezzato qui in zona dal pubblico maschile, proprio in abbinamento al caffè, con cui si sposa benissimo, fu introdotto  da queste  parti da alcuni marinai veneziani  nel 1700. Una ragione in più per sceglierlo, se mai ce ne fosse stato bisogno, visto che il film  è ambientato a Venezia!
E per finire? Via il solito cacao e spazio  alla liquirizia  in polvere il cui profumo (ho scoperto in questa occasione) avrebbe un potere afrodisiaco sulle donne.
Provatelo!!!Tiramisù La chiave

 

Note
  • Innanzitutto  uno speciale ringraziamento a Vittorio per le foto ed i suggerimenti  costruttivi che sempre mi sa dare.
  • Le dosi sono per uno stampo da 20X30circa  da cui si ricavano 6 porzioni da 8 cm di diametro. Se avete fretta o lo preparate  per uso famiglia, potete benissimo lasciare il tiramisù nello stampo o prepararlo nelle coppe.
  • Ho pastorizzato le uova, perchè lo preferisco  così per questioni di sicurezza, ma siete liberissimi di procedere con il metodo a crudo della nonna.
  • Volevo preparare il mascarpone e i savoiardi con le ricette dell’MTC. La  messa a punto della decorazione ha richiesto più tempo del previsto, per cui ho utilizzato savoiardi e mascarpone pronto.
  • Le dosi per le decorazioni sono leggermenti abbondanti, ma al di sotto di certe quantità non riesco  a lavorare il cioccolato.
 

Tiramisù La chiave

Tirami(sù) La chiave

Ganache al caffe
100 g di panna da montare
100 g  di cioccolato fondente al 65% massimo
5/6 cucchiai di caffè forte

Tritare molto finemente il cioccolato e versarlo in una ciotola assieme al caffè. Scaldare la panna senza farla bollire e versarla calda in 3 volte sul cioccolato mescolando continuamente. Deve risultare una crema  liscia, lucida , ben emulsionata e senza grumi. Coprire la ganache con della pellicola trasparente e lasciar raffreddare completamente a temperatura ambiente.Una volta fredda montarla con le fruste e tenere da parte .

Bagna al mistrà
100 g di acqua
50 g di zucchero
65 g di mistrà (o liquore all’anice secco)
In un pentolino scaldare acqua e zucchero e far bollire finchè  il liquido non si riduce della metà. Far raffreddare e da ultimo aggiungere il mistrà in pari quantità. Se gradite un sapore meno strong,  modificate la percentuale di liquore e sciroppo.
Crema al mascarpone (trovate tutte le foto dei passaggi qui)
500 g mascarpone
5 tuorli
5 albumi
zucchero in  pari peso dei tuorli e degli albumi.
Separare i tuorli dagli albumi e disporli in due ciotole che possano reggere il calore. Aggiungere nei tuorli  lo stesso peso in zucchero e posizionare la ciotola  sopra una pentola,con imboccatura più piccola, con due dita d’acqua. Porre la pentola sul fuoco, l’acqua bollendo non deve  toccare la ciotola.  Sbattere con le fruste finchè la temperatura delle uova non raggiunge i 70°. Trasferire la ciotola con la pâte à bombe (il composto di uova e zucchero montato)  in un bagno freddo di acqua e ghiaccio, continuando con le fruste fino a completo raffreddamento.
Ripetere gli stessi passaggi  con gli albumi fino ad ottenere, una volta raffreddata, una bella meringa soda e lucida.
Prendere il mascarpone e versarlo in una ciotola capiente, ammorbidirlo  con l’aiuto delle fruste (bastano pochi giri) e aggiungere, con l’aiuto di una spatola, i tuorli montati e successivamente gli albumi. Mescolare molto bene finchè  la crema non risulti perfettamente amalgamata e senza grumi.
Montaggio del Tiramisù
30 savoiardi
bagna al mistrà
ganache al caffè
In uno stampo rivestito di pellicola versare uno strato generoso di crema al mascarpone. Livellare in maniera uniforme. Spalmare  su un savoiardo un bello strato di ganache al caffè, sovrapporre un secondo savoiardo e intingere velocemente il tutto  nella bagna al mistrà. Disporre i biscotti ‘accoppiati’ sullo strato di crema al mascarpone, in modo che dall’alto siano visibili sia i biscotti che la ganache. Procedere in questo modo fino a coprire tutto lo stampo. Versare la crema al mascarpone rimanente e mettere in frigo per almeno 12 ore (così i sapori si amalgamano meglio). Una ventina di minuti prima di servire porre il dolce in freezer solo per agevolare il taglio delle porzioni. Ritagliare con un coppapasta le porzioni desiderate e disporle sul piatto di portata, mantenerle in freezer o in frigo fino al momento della decorazione.
Decorazione del Tiramisù
100/150 g di cioccolato bianco
150 g  di cioccolato fondente
100 g di zucchero rosso

2/3 cucchiai di liquirizia in polvere

Per gli slip (Preparare il giorno prima)
Preparare una banda di acetato di altezza almeno 6 cm e lunghezza 50/60cm. Tritare finemente il cioccolato bianco e farne sciogliere 2/3, al microonde (a bassa potenza) o a bagnomaria. Non superare i  45°C (mescolare ogni 2-3 secondi ). Unire il resto del cioccolato e mescolare bene. Portare la temperatura a 29°C lavorandolo su di un piano con una spatola. Se si abbassa troppo la temperatura si deve ricominciare il procedimento. Spatolare il cioccolato  sull’acetato creando uno strato non troppo sottile. Aspettare  che semicristallizzi  (1-2 minuti) e, quando non ancora del tutto indurito, inciderlo con la parte superiore di uno stampo piuttosto grande a forma di cuore. Ricavare almeno 8 decorazioni ( qualcuna in più per sicurezza). Mettere a raffreddare in frigo e  una volta indurito bene staccare delicatamente dall’acetato. Scaldare la lama di un coltellino affilato, appoggiarla a metà della placchetta per  sciogliere il cioccolato simulando  il segno delle gambe. Nel frattempo sciogliere 30 g di cioccolato fondente. Sulla placchetta fare il segno dello slip (io ho adagiato due stampi circolari che impedissero al pennello di sbavare) e con il pennellino intinto nel cioccolato, dipingere la mutandina abbondando  con il cioccolato. Immergere la placchetta nello zucchero rosso in modo da farlo aderire al cioccolato. Mettere a raffreddare. Ripetere  per le altre placchette.
Per la giarrettiera (Preparare una volta impiattato il dolce)
Preparare tante bande di acetato per  quante sono le giarrettiere da preparare e fissarle al piano di lavoro. La lunghezza sarà poco più lunga dello sviluppo della circonferenza del coppapasta da utilizzare per  ritagliare il tiramisù. Sottoporre sotto ogni banda una stampa con il motivo (piuttosto fitto altrimenti si rompe) da seguire per la decorazione. A parte lasciare una banda di acetato dove disegnare le roselline. Tritare finemente il cioccolato fondente e scioglierlo a bagnomaria o al microonde a bassa potenza.  Versare il cioccolato sciolto in un conetto di carta forno o in una tasca da pasticciere e  disegnare con il cioccolato le roselline, cospargerle di zucchero rosso e metterle a raffreddare.Poi disegnare la giarrettiera seguendo il motivo scelto. Far raffreddare ogni nastro in frigo  stando attenti che non diventi troppo rigido altrimenti non si riesce a piegarlo. Il mio consiglio è di prepararne uno alla volta. Quando è pronto prendere il dolce in frigo,  adagiare la giarrettiera intorno al dolce,staccando delicatamente l’acetato. Attaccare con una goccia di cioccolato la rosellina.
Siamo alla fine. Cospargere di polvere di liquirizia e inserire la placchetta con gli slip.tiramisù

 

Con questa ricetta partecipo all’MTChallenge n.61

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Panna cotta al cioccolato bianco pesche e crumble ai semi di papavero

Per la settimana  dedicata ai frutti dell’estate nel Calendario italiano di cui è ambasciatrice Alice Del Re del blog Panelibrienuvole,  vi consiglio di leggere il  suo interessante post sul sito Aifb. Adorando questi frutti ed in particolare le pesche, ho pensato che  fosse l’occasione propizia per  dare il mio contributo pubblicando sul blog  la  ricetta di questa panna cotta al cioccolato bianco pesche  e crumble ai semi di papavero, dolce con cui  quasi un anno fa, quando ancora TartetaTina non esisteva, ho vinto il web-contest  ‘Cioccolato e …pesche’.

Il dolce è facile, goloso e adatto a completare in dolcezza le cenette estive. Buon appetito!

Panna cotta al cioccolato bianco pesche  e crumble ai semi di papavero

Panna cotta al cioccolato bianco pesche e crumble ai semi di papavero

Per la panna cotta:
250 ml di panna
75 gr di cioccolato bianco
50 gr di zucchero
6 gr di gelatina
1 pesca taglaita a dadini
Per il crumble:
40 gr di farina
25 gr di zucchero di canna
25 gr di burro
20 gr di semi di papavero
Per la decorazione:
1 pesca grande
3- 4 cucchiai di zucchero di canna
semi di papavero

Mettere a bagno la gelatina in acqua fredda, sciogliere il cioccolato nel microonde, scaldare la panna a 60° versarla sul cioccolato in tre volte, mescolare bene ed aggiungere la gelatina strizzata.
Versare il composto nello stampo e porre in frigo.
Quando incomincia a rapprendersi inserire all’interno i dadini di pesca fresca e poi riporre in frigo fino a quando non solidifica.
Accendere il forno a 180°. Impastare velocemente la farina, lo zucchero, il burro ed i semi di papavero creando delle briciole.
Sistemare su una placca foderata con carta forno e cuocere nel forno caldo per circa 12/15 minuti. Una volta cotto far raffreddare bene.
Nel frattempo sbucciare solo metà della pesca,  tagliarla tutta (sia quella sbuccita che non) a fettine sottili.Far sciogliere lo zucchero in un pentolino e aggiungere le fettine sbucciate. Far caramellare e tenere da parte.Togliere dallo stampo la panna cotta. Guarnire con le fettine di pesche caramellate alternate a quelle fresche.
Aggiungere il crumble , i semi di papavero e lo zucchero caramellato in cui si sono cotte le pesche.

Vellutata dolce ai mirtilli

Vellutata dolce ai mirtilli

ovvero

Crema inglese ai mirtilli, crostini di ricotta al limone, scaglie di cioccolato con briciole di zucchero ai mirtilli

Prima della trasferta a Cecina per la finale del Contest ‘Pomodoro e Pasta 2.0’, per non farvi sentire la mia mancanza, vi propongo  questo dessert, preparato  qualche settimana fa per il concorso #NeffYourSoul dove si dovevano utilizzare una serie di ingredienti  assegnati (cioccolato,ricotta,limone,uova e mirtilli) per creare un piatto in 90 minuti di tempo.

Sono arrivata a questa proposta dopo aver fatto una serie di tentativi  che non mi avevano convinto. Stavo quasi per rinunciare quando, la mattina dell’ ultimo giorno che avevo a disposizione, ho cambiato completamente ricetta e mi sono inventata, senza fare ulteriori prove, questa vellutata dolce ai mirtilli. Considerando  tutto,  sono soddisfatta  di questo dolce al cucchiaio sia dal punto di vista del gusto che dell’aspetto: l’unica modifica che apporterei riguarda la quantità di mirtilli  nella crema inglese che  forse andrebbe leggermente aumentata.vellutata dolce ai mirtilli

Le dosi indicate sono per  2/3 porzioni

Crema ai mirtilli

Schiacciare leggermente 30 g di mirtilli. Preparare una crema inglese portando ad ebollizione 100 g di latte e 35 g di panna.  In una ciotola mescolare 20 g di tuorlo con 30 g di zucchero. Una volta che il latte è caldo versarlo a filo sui tuorli, amalgamare e portare sul fuoco sempre mescolando fin quando la crema. Dopo qualche minuto aggiungere i mirtilli schiacciati. Quando la temperatura della crema raggiunge gli 82-85°C, o vela il cucchiaio, togliere immediatamente dal fuoco e passarla al setaccio raccogliendola in una ciotola fredda o immersa in acqua e ghiaccio, schiacciando molto bene i mirtilli. Mescolare la crema, coprirla con pellicola a contatto e metterla in frigo.

Crostini di ricotta al limone

In una ciotola mescolare 10 g di zucchero con mezzo cucchiaino di scorza di limone grattugiata. Aggiungere 100 gr di ricotta, 5 g di fecola,  e un cucchiaio di succo 5 g di succo di limone. Amalgamare  bene .Sbattere 1 uovo con 90 g di zucchero e montare finché il composto risulta ben gonfio e spumoso. Unire delicatamente alla ricotta . Versare in uno stampo di  20cm di diametro rivestito con carta forno. Cuocere in forno a 160° per circa 40/45 minuti. Far  raffreddare e  una volta freddo ritagliare dei dischetti  circolari.

Briciole di zucchero ai mirtilli

Versare in un pentolino 100 g di zucchero con 3 cucchiai di acqua. Far sciogliere  fin quando  non si formano delle bolle (112°) versare  40 g di mirtilli e mescolare rapidamente. Quando alcuni mirtilli iniziano a rompersi e lo zucchero si colora di  rosso togliere dal fuoco. Con una paletta di legno togliere i mirtilli dalla padella ed appoggiarli su di un piattino.  Staccare  anche lo zucchero  e posarlo con attenzione  sul piatto spezzandolo per formare delle briciole.  Far raffreddare.

Scaglie di cioccolato bianco con zucchero ai mirtilli

Sciogliere 70 gr di cioccolato bianco tritato finemente al microonde o a bagnomaria. Versare il cioccolato in un conetto di carta forno e su una banda di acetato,  colare il cioccolato formando un disegno irregolare incrociato. Mentre il cioccolato raffredda appoggiarvi sopra le briciole di zucchero più piccole. Far raffreddare in frigo.  Quando il cioccolato risulta indurito, staccare dall’acetato e spezzare in pezzi non troppo piccoli.

Composizione

In un piatto versare un paio di cucchiai di crema ai mirtilli e disporre 3 crostini di ricotta.  Aggiungere le briciole di zucchero, le scaglie di cioccolato e qualche mirtillo fresco.

vellutata dolce ai mirtilli

 

 

 

 

Mignè o bignè di Carnevale

Per quanto corto quest’anno,il Carnevale non può passare  senza lasciare  nel blog una pur minima traccia !!

Mignè (bignè) di Carnevale

Ed allora ecco i migné con la crema (o anche’ vigné in dialetto maceratese), versione fritta per il Carnevale dei più famosi ed internazionali bigné con la crema. Da queste parti, oggi spesso sono più conosciuti come castagnole con la crema, ma i migne’ sono completamente diversi per gusto e consistenza dalle castagnole vere e proprie, in quanto sono costituiti da piccoli bocconcini di pasta choux fritta e farcita di crema pasticcera.

Da quanto ho letto nel libro ‘Ricette, ricordi, racconti ‘ di Manuela Di Chiara, la ricetta di questi dolcetti compare  già nel 1786 nel ricettario ‘Il Cuoco Maceratese’ di Antonio Nebbia con il nome di ‘frittelle di pasta a mignè’ e nell’800 nei ricettari di molte cucine signorili .

Da allora molti Carnevali sono passati, ed oggi i mignè o bignè di Carnevale allietano le tavole del nostro territorio.
Oggi,martedì grasso, li ho preparati anche io e li propongo per la ‘Settimana Nazionale del Carnevale’ promossa dall’AIFB. Leggete l’articolo scritto Ilaria Talimani del blog Soffici, ambasciatrice della Settimana del Carnevale, per scoprire, come ho fatto io,molte curiosità interessanti sulle tradizioni culinarie di questo periodo dell’anno.

Mignè o bignè di Carnevale

Mignè o bignè di Carnevale

Dosi per 40/50 piccoli mignè
3 uova
50 g di burro o strutto
125 ml di acqua
75 g di farina 00
1 pizzico di sale
Per la farcitura:
3 uova di crema pasticcera
Zucchero a velo q.b.
Olio di arachidi per friggere

Preparare la crema pasticcera secondo la propria ricetta e farla raffreddare.

Far bollire l’acqua in una casseruola, aggiungere il burro e farlo sciogliere. Allontanare la pentola dal fuoco e  versare in un colpo solo la farina, mescolando con forza in modo che si formi una pasta senza grumi. Rimettere sul fuoco e, sempre mescolando, cuocere fin quando l’impasto si stacca dalle pareti e si incomincia ad attaccare sul fondo della pentola. Versare il composto in una ciotola ( o nella planetaria) e con le fruste ( la K per la planetaria), lavorare fin quando non è freddo. A questo punto aggiungere un uovo alla volta, lavorando energicamente per amalgamarlo bene, prima di aggiungere il successivo.
Prima di versare il terzo uovo sbatterlo un po’ con la forchetta e poi unirlo un po’ alla volta, verificando che l’impasto non diventi troppo liquido ( io ne ho aggiunto solo 2/3). Alla fine l’impasto deve risultare pastoso e liscio e deve scendere dalla frusta formando un filo continuo a V.

Mettere l’olio in una padella alta e stretta. Farlo scaldare. A temperatura, usando 2 cucchiaini (come per una quenelle) o la sac a poche, far cadere 5/6 palline piccole (1/2 cucchiaino) nell’olio. Le palline devono essere proprio piccole e non bisogna metterne molte nell’olio, perché i bignè gonfiano in cottura fin quasi a raddoppiare. Mentre cuociono, usando una schiumarola, girare spesso i bignè e versarvi sopra l’olio per una cottura uniforme.
Quando sono dorati,toglierli e metterli a scolare sulla carta assorbente. Farli raffreddare .

Farcirli con la crema pasticcera con l’aiuto di una sac a poche con bocchetta liscia piuttosto piccola, dopo aver praticato una piccola incisione oppure aprire la calottina del bignè con un coltellino e dopo averlo riempito con un cucchiaino, riappoggiare la calottina premendo per farla ben aderire.

Spolverare con abbondante zucchero a velo subito prima della degustazione.

 

Gallette di cioccolato al sale nero delle Hawaii

Gallette di cioccolato al sale

Gallette di riso soffiato e cioccolato al sale nero delle Hawaii con ganache all’olio di oliva e peperoncino.

Avete mai provato ad usare  cioccolato  e sale? Per  me questa  è  la  prima volta!  Per l’occasione  ho pensato di  trasformare  una tartina salata  in  qualcosa  di dolce e  ho scelto il sale nero delle Hawaii   per dare una nota  secca e leggermente affumicata a queste gallette di riso soffiato  al cioccolato bianco. Poi mi sono detta perchè non osare fino in fondo? Allora ho completato il tutto con un ciuffo di ganache all’olio di oliva e una spolverata di peperoncino piccante .

Da provare!

gallette di cioccolato al sale

Ingredienti (x circa 8 gallette tonde o 12 quadrate)

Per le gallette di riso soffiato:

230 gr di cioccolato bianco tritato finemente

20 gr di riso soffiato

10 gr di burro salato

Sale  nero delle Haway

Peperoncino piccante in polvere

Per la ganache all’olio di oliva:

100 gr. di cioccolato bianco

100 gr di panna

25 gr di olio evo di buona qualità

Fondere  70 gr di cioccolato  a bagnomaria  o al microonde  a bassa potenza. Versare su un foglio di carta forno appoggiato  su di un piano e  stendere in uno strato il più possibile rettangolare di pochi mm di spessore aiutandosi con una spatola. Fondere sempre a bagnomaria  o microonde  100 gr di cioccolato  con 10 gr di burro salato . Aggiungere il riso soffiato . Mescolare  bene e stendere   uniformemente sopra lo strato di cioccolato precedentemente  preparato. Fondere con lo stesso  procedimento  di prima i rimanenti  60 gr di cioccolato  e versare  sopra  lo strato  di riso soffiato sempre lisciando  con una spatola. Distribuire  i grani di pepe in maniera uniforme  (4 /5 per galletta).

Mettere  in frigo a raffreddare  per  qualche  ora.

Preparare la ganache  all’olio di oliva  portando a bollore la panna con l’olio di oliva. Versare in 3 volte sul cioccolato  tritato  molto finemente,  mescolando  dal centro verso  l’esterno .  Deve risultare  un crema liscia ed omogenea.  Coprire con pellicola  e  tenere in frigo per almeno 2 ore.

Passato il tempo di  raffreddamento   con  una frusta  elettrica  montare  la ganache.  Ricavare dalla tavoletta  di cioccolato  e riso dei  piccoli  quadrati 4x4cm o dei  dischi  di  4 cm di diametro usando un coppapasta. Con una sac a poche  disporre sopra ogni galletta un ciuffo di  ganache e infine spolverare con un pizzico di peperoncino.

Conservare  queste gallette di cioccolato al sale in frigo, fino al momento della degustazione.

Con questa  ricetta partecipo al contest: Cioccolato e Sale dei Fratelli ai Fornelli.cioccolato-sale-banner1

Bavarese al cardamomo e crema diplomatica al caffè

Lo scorso fine settimana in attesa di iniziare con le torte di compleanno  (ne dovrò preparare almeno 6 da dicembre a inizio febbraio)  e con le preparazioni natalizie, mi sono dedicata ai dolci al piatto.

Questa bavarese al cardamomo con crema diplomatica al caffè è interessante perché si possono preparare in precedenza quasi tutte le varie parti che la compongono.  Il giorno dell’utilizzo resta solo da fare la crema diplomatica  e  assemblare il tutto.  Se proprio avete fretta e  le vostre bavaresi sono pronte nel congelatore, potete sostituire la crema diplomatica con dei ciuffi di panna montata al caffè.

bav card. alto

 

bavarese al cardamomo 1

Ingredienti per 6 porzioni

PAN DI SPAGNA
75 g di tuorli
60 g di uova
100 g di zucchero semolato
100 g di farina
25 g di burro

Montare insieme i tuorli, le uova e lo zucchero finché il composto non scrive. Unire il burro fuso alla montata, sacrificando prima una piccola quantità e poi aggiungendo delicatamente il resto. Setacciare la farina e con l’aiuto di una spatola aggiungere poco alla volta al composto mescolando dal basso verso l’alto. Stendere l’impasto sulla placca ricoperta con la carta forno e cuocere a 180 gradi per circa 12 minuti.Conservate il pan di spagna  avanzato in congelatore, in modo da averlo sempre pronto  per altre preparazioni.
RICAMO DI CIOCCOLATO
150 gr di cioccolato fondente
Preparare su un vassoio piano 6 strisce di acetato di 4/5 cm di altezza e lunghezza di 12/14 cm.
Preparare un cornetto di carta forno
Tritare finemente il cioccolato e farlo sciogliere a bagnomaria o al microonde versarlo caldo nel cornetto e disegnare sopra l’acetato con il cioccolato tante righe incrociate tra loro oppure formare un semplice rettangolo.
Far raffreddare e conservare in frigo.
BAVARESE AL CARDAMOMO
200 gr di latte intero
65 gr di zucchero semolato
60 gr di tuorli
6 gr di gelatina in fogli
250 ml di panna fresca
2 cucchiaini di semi di cardamomo

Schiacciare leggermente il cardamomo in modo che si aprano i semi e aggiungerli al latte che va scaldato fino a raggiungere quasi l’ebollizione.Spegnere il fuoco e lasciare in infusione 30 minuti circa.
Passato questo tempo mettere ad idratare la gelatina con acqua fredda pari 5 volte il suo peso e riscaldare di nuovo il latte.
Mescolare i tuorli con lo zucchero in una ciotola. Versarvi i liquidi, amalgamare e rimettere tutto sul fuoco mescolando con una spatola. Portare la temperatura a 82° . Aspettare qualche secondo e unire la gelatina idratata. Far sciogliere mescolando bene.
Mettere ad intiepidire il composto in frigo  finché non raggiunge una temperatura di 30/35° gradi. A questo punto, filtrare ed unire la panna semi montata mescolando delicatamente dal basso verso l’alto.
Versare la bavarese al cardamomo negli stampi ( io ho scelto delle semisfere di 7cm di diametro) e mettere in congelatore per 2/3 ore.

CREMA DIPLOMATICA AL CAFFÈ’
2 tuorli
110 gr di latte
110 gr di caffè
60 gr di zucchero
20 gr di amido di mais
200 ml di panna

Scaldare il latte mescolato al caffè senza far bollire, montare leggermente i tuorli con lo zucchero e aggiungere l’amido.
Unire a filo il liquido caldo e far addensare la crema sul fuoco sempre mescolando fin quando non diventa bella spessa.
Togliere subito dal fuoco, versare in una ciotola piuttosto larga e coprire con una pellicola. Far intiepidire e successivamente porre in frigo fino a far raffreddare completamente.
Nel frattempo montare la panna e aggiungerla gradualmente alla crema al caffè ormai fredda sempre mescolando dal basso verso l’alto.
Conservare in frigo.
MONTAGGIO
2 tazzine di caffè freddo
Ritagliare dal pan di spagna uno strato di altezza massima di 1cm e da questo ricavare 6 rettangoli di cm 8×8
Appoggiarli sul piatto avendo cura di fissarli con un po’ di crema diplomatica. Bagnare con il caffè.
Togliere le bavaresi  dallo stampo e tagliarle a metà. Adagiare una metà sul quadrato (sempre utilizzando un po’ di crema alla base per farle aderire ), disporre in verticale con molta delicatezza un rettangolo di cioccolato e aggiungere l’altra mezza bavarese.
Negli spazi laterali rimanenti con l’aiuto di una sac a poche munita di una bocchetta a stella formare dei ciuffetti di crema diplomatica al caffè.
Tenere in frigo per circa 45 minuti prima di servire, in modo che la bavarese riacquisti la sua morbidezza ottimale.

bavarese cardamomo 2

Qualche precisazione.

L’esecuzione come si può vedere dalle foto non è perfetta, soprattutto per quanto riguarda la crema diplomatica: ho fatto raffreddare  troppo la crema pasticcera in frigo e ho avuto qualche difficoltà ad amalgamarla bene alla panna.

Cercherò di fare più attenzione la prossima volta!