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Coppetta di cioccolato con crema diplomatica e lamponi

Possiamo far passare in sordina la Giornata Mondiale del Cioccolato? Non sia mai! Ecco qua,per l’occasione, una bella coppetta di cioccolato con crema diplomatica e lamponi.Qualcosa dal sapore un po’ ‘fresco’, perché siamo  a luglio  e con il caldo, si cercano abbinamenti meno impegnativi anche per il cioccolato, sebbene  in  qualsiasi forma esso si presenti, è difficile resistergli.  
Il Calendario del Cibo Italiano si unisce  oggi, 7 luglio, ai festeggiamenti del World Chocolate Day nel  170° anniversario dell’invenzione della tavoletta di cioccolato  da parte di Joseph Fry . Coppetta di cioccolatoIl cioccolato da mordere ha aperto la strada ad un’infinità di usi  di questo ‘cibo degli dei’ e la pasticceria ha acquisito uno dei suoi ingredienti principe.
Per rimanere in tema di morsi io ho preparato una mia versione del bicchierino di cioccolato, uno dei modi supergolosi di gustarlo:  un guscio croccante con all’interno creme e mousse dai gusti più vari.
Il bicchierino è  diventato una coppetta che contiene lamponi e, per rimanere nella tradizione della pasticceria italiana,una crema diplomatica (unione di crema pasticcera e panna) a cui ho aggiunto anche il cioccolato al latte, per ‘ribadire il concetto’.
Il cioccolato non è temperato per cui il guscio è piuttosto delicato da maneggiare,con qualche attenzione e prendendoci mano (dopo le prime 4) le coppette  si preparano velocemente. 

Coppetta di cioccolato

Ingredienti x 4 coppette
150 g di cioccolato fondente
1 tavoletta di cioccolato fondente per le basi
una vaschetta di lamponi da 125g
2 tuorli
220 g di latte intero
20 g di amido di mais
70 g di zucchero
50 g di cioccolato al latte
100 g di panna fresca
Un pizzico di peperoncino in polvere (facoltativo)

Tritare il cioccolato fondente e scioglierlo a bagnomaria. Versare un cucchiaio  di cioccolato fuso  in uno stampo a semisfera in silicone  (diametro 7 cm circa) e roteare lentamente per coprire tutta la superficie. Fare attenzione che il cioccolato si distribuisca uniformente senza creare un grosso spessore. Continuare a roteare  fin quando il cioccolato è fluido.( Se avete lo stampo a 6 come il mio, la rotazione può  essere eseguita contemporaneamente).Mettere gli stampi a raffreddare  in frigo in modo che il cioccolato si indurisca.

Nel frattempo preparare la crema pasticcera. Scaldare il latte. In una ciotola sbattere i tuorli con lo zucchero. Aggiungere  l’amido di mais, mescolare.Versare il latte caldo a filo e riportare sul fuoco sempre mescolando. Mescolare fin quando la crema si addensa. Aggiungere il cioccolato al latte a pezzettini e farlo sciogliere.Togliere la crema dal fuoco e trasferirla in una ciotola . Far raffreddare coprendo la crema con una pellicola a contatto.
Quando sarà raffreddata, montare la panna ed incorporarla delicatamente  a 200 grammi di  crema pasticcera mescolando dall’alto verso il basso.
Inserirla in una sac a poche con bocchetta liscia grande e conservare in frigo.
Lavare ed asciugare delicatamente  i lamponi tamponandoli.
Ricavare dalla tavoletta di cioccolato quattro quadratini di circa due cm di lato. Regolarizzarne i bordi passandoli su una superficie calda.
Assemblaggio
 Estrarre con attenzione le semisfere dagli stampi. Regolarizzare i bordi passandoli su una superficie calda. Io ho usato un piattino scaldato con il cannello. Visto che il cioccolato non è temperato  e tende a sciogliersi facilmente,vi consiglio di usare dei guanti per maneggiare la coppetta, in modo da non lasciare impronte. Scaldare leggermente la superficie del quadratino con il cannello. Appoggiarvi sopra  la coppetta . Tenere leggermente premuto e ritrasferire in frigo per far solidificare il tutto.
Disporre i lamponi sulla base della coppetta,aggiungere un ciuffo di crema diplomatica al centro e inserire i lamponi della parte superiore. A piacere spolverare sulla crema un po’ di peperoncino.

Coppetta di cioccolato

 

 

 

Le zeppole di San Giuseppe preparate da Monica

Qualche tempo fa la mia amica Monica aveva postato sul suo profilo fb questo bel vassoio di zeppole di San Giuseppe che aveva appena preparato.

Erano così belle che non potevano che essere altrettanto buone!

Ho subito pensato che le avrei richiesto quanto prima la  sua ricetta per provare anche io a preparare queste goduriose frittelle. In realtà poi è passato un po’ di tempo, e la mia è rimasta solo una buona intenzione.
L’occasione giusta, ora è arrivata: la Giornata Nazionale delle zeppole di San Giuseppe nel Calendario del Cibo Italiano promosso da A.I.F.B.
Lascio  a Cecilia ed al suo articolo, che vi invito a leggere, tutte le spiegazioni  e le curiosità su questo dolce.
Io colgo l’occasione per dare il mio contributo, pubblicando le  zeppole della bravissima Monica che reputo farcite ed invitanti  al punto giusto.
La ringrazio perché è stata gentilissima nel mandare velocemente il materiale per questo post (sia foto che ricetta).
Monica, a proposito, visto che ti vengono così bene, che ne dici di prepararne un vassoietto da gustare insieme?

zeppole di San Giuseppe

Ingredienti per circa 8 zeppole di San Giuseppe
Uova medie 3
Burro 70 g
Zucchero 40 g
La scorza grattugiata di 1 limone
Acqua 250 ml
Farina 00 150 g
Sale 1 pizzico
Ciliegie candite (o amarene sciroppate) 8
Olio di semi di arachidi per friggere

PER LA CREMA PASTICCERA
3 tuorli
Amido di mais 25 g
Mezza bacca di vaniglia
Zucchero 75 g
Latte 250 ml

Preparare la crema pasticcera secondo la propria ricetta o seguendo questo procedimento riscaldare il latte con i semi della vaniglia. In una ciotola, mescolare il tuorlo con lo zucchero e poi l’amido. Versare a filo il latte caldo e amalagmare bene. Rimettere sul fuoco e far addensare sempre mescolando.
Togliere dal fuoco e versare in una ciotola fredda. Far raffreddare coperta di pellicola a contatto.
Per le zeppole ricavare dalla carta forno dei quadrati di 8 cm.
In un pentolino versare l’acqua e il burro a pezzetti. Aggiungere il sale. Quando bolle allontanare dal fuoco e versare la farina in un colpo solo.
Riportare sul fuoco e mescolare gli ingredienti con un cucchiaio di legno: si deve formare una palla compatta che si stacca dalle pareti. Bisogna continuare a mescolare fin quando si forma una patina biancastra sul fondo della pentola.
Togliere dal fuoco, aggiungere lo zucchero, curando che si amalgami bene e far raffreddare qualche minuto il composto in una ciotola.
A questo punto aggiungere la scorza di limone grattugiata e un uovo alla volta, lavorando energicamente per amalgamarlo bene, prima di aggiungere il successivo.
Alla fine l’impasto deve risultare pastoso e liscio.
Mettere il composto in una sacca da pasticcere con il beccuccio a stella non troppo piccolo e formare un anello di pasta sopra ogni quadrato di carta di circa 5 cm. Fare un secondo anello leggermente più all’interno lasciando un foro al centro.
Scaldare l’olio in un tegame dal bordo alto, l’olio deve caldo ma non bollente.
Quando l’olio è pronto immergere le zeppole con la carta, poche alla volta. Dopo qualche secondo di cottura staccare la carta ed eliminarla.
Rigirare le zeppole più volte nell’olio caldo fino alla completa doratura. Una volta cotte scolarle e porle su carta assorbente. Far raffreddare.
Riempite di crema una sac-à-poche con bocchetta stellata, e guarnire il centro delle zeppole. Posizionare infine un’amarena sciroppata, o una ciliegia candita, al centro delle zeppole.

Mignè o bignè di Carnevale

Per quanto corto quest’anno,il Carnevale non può passare  senza lasciare  nel blog una pur minima traccia !!

Mignè (bignè) di Carnevale

Ed allora ecco i migné con la crema (o anche’ vigné in dialetto maceratese), versione fritta per il Carnevale dei più famosi ed internazionali bigné con la crema. Da queste parti, oggi spesso sono più conosciuti come castagnole con la crema, ma i migne’ sono completamente diversi per gusto e consistenza dalle castagnole vere e proprie, in quanto sono costituiti da piccoli bocconcini di pasta choux fritta e farcita di crema pasticcera.

Da quanto ho letto nel libro ‘Ricette, ricordi, racconti ‘ di Manuela Di Chiara, la ricetta di questi dolcetti compare  già nel 1786 nel ricettario ‘Il Cuoco Maceratese’ di Antonio Nebbia con il nome di ‘frittelle di pasta a mignè’ e nell’800 nei ricettari di molte cucine signorili .

Da allora molti Carnevali sono passati, ed oggi i mignè o bignè di Carnevale allietano le tavole del nostro territorio.
Oggi,martedì grasso, li ho preparati anche io e li propongo per la ‘Settimana Nazionale del Carnevale’ promossa dall’AIFB. Leggete l’articolo scritto Ilaria Talimani del blog Soffici, ambasciatrice della Settimana del Carnevale, per scoprire, come ho fatto io,molte curiosità interessanti sulle tradizioni culinarie di questo periodo dell’anno.

Mignè o bignè di Carnevale

Mignè o bignè di Carnevale

Dosi per 40/50 piccoli mignè
3 uova
50 g di burro o strutto
125 ml di acqua
75 g di farina 00
1 pizzico di sale
Per la farcitura:
3 uova di crema pasticcera
Zucchero a velo q.b.
Olio di arachidi per friggere

Preparare la crema pasticcera secondo la propria ricetta e farla raffreddare.

Far bollire l’acqua in una casseruola, aggiungere il burro e farlo sciogliere. Allontanare la pentola dal fuoco e  versare in un colpo solo la farina, mescolando con forza in modo che si formi una pasta senza grumi. Rimettere sul fuoco e, sempre mescolando, cuocere fin quando l’impasto si stacca dalle pareti e si incomincia ad attaccare sul fondo della pentola. Versare il composto in una ciotola ( o nella planetaria) e con le fruste ( la K per la planetaria), lavorare fin quando non è freddo. A questo punto aggiungere un uovo alla volta, lavorando energicamente per amalgamarlo bene, prima di aggiungere il successivo.
Prima di versare il terzo uovo sbatterlo un po’ con la forchetta e poi unirlo un po’ alla volta, verificando che l’impasto non diventi troppo liquido ( io ne ho aggiunto solo 2/3). Alla fine l’impasto deve risultare pastoso e liscio e deve scendere dalla frusta formando un filo continuo a V.

Mettere l’olio in una padella alta e stretta. Farlo scaldare. A temperatura, usando 2 cucchiaini (come per una quenelle) o la sac a poche, far cadere 5/6 palline piccole (1/2 cucchiaino) nell’olio. Le palline devono essere proprio piccole e non bisogna metterne molte nell’olio, perché i bignè gonfiano in cottura fin quasi a raddoppiare. Mentre cuociono, usando una schiumarola, girare spesso i bignè e versarvi sopra l’olio per una cottura uniforme.
Quando sono dorati,toglierli e metterli a scolare sulla carta assorbente. Farli raffreddare .

Farcirli con la crema pasticcera con l’aiuto di una sac a poche con bocchetta liscia piuttosto piccola, dopo aver praticato una piccola incisione oppure aprire la calottina del bignè con un coltellino e dopo averlo riempito con un cucchiaino, riappoggiare la calottina premendo per farla ben aderire.

Spolverare con abbondante zucchero a velo subito prima della degustazione.