Il pane molisano dalle tavole alle feste

Il pane molisano dalle tavole alle feste

Nuovo appuntamento con L’Italia nel piatto ‘ Il pane tra usanze e tradizioni storiche’.

La prima volta che andai in Molise  fu per amore…di mio marito! Parliamo di circa 40 anni fa . Andai a Termoli , suo paese di origine, e rimasi certo colpita dal bel centro storico , dal mare pulito,  dal pesce  buonissimo, ma soprattutto dall’odore. Di cosa? Del Pane! E si…Pane con la P maiuscola. Passare davanti ai forni era una esperienza sensoriale fantastica, entrare  poi l’ha resa indimenticabile.  Forse ora, le nuove tecniche di panificazione, le più rispettate norme sanitarie ed altro, hanno un po’ attenuato questa caratteristica , ma una cosa non è cambiata…il sapore.

E si…il pane molisano oramai ce l’ho nel cuore. Lo vorrei sempre a tavola in tutte le sue tante  varianti. Pane di Termoli, di Boiano, di Tavenna,  di Matrice, di Logano solo per citarne alcuni. Pane di grano tenero, di grano duro, di grano Senatore Cappelli  , di mais e quello squisito con le patate. Pane con pasta alveolata come quello di Termoli o dalla pasta più compatta con una alveolatura fine come quello di Tavenna. Le varianti sono molte e ogni paese, in qualche modo, offre un pane dalla consistenza  e sapore unici. Tante varianti ma una cosa in fondo cambia poco …il formato. La pagnotta o ruota la fa da padrona. Con intaglio  unico, doppio  o a croce . Ricordo che tanti anno fa il formato era molto grande ed era normale trovare ‘ruote’ anche da 2/3 kg. Ora i tagli più diffusi sono da 0,5 o 1kg.

Il pane anche in questa regione entra da protagonista nelle ricette tradizionali .Tostato nel brodetto Termolese ; ‘mbusso (inzuppato) con un condimento di fagioli cannellini, pomodoro e pancetta; ma la pasta di questo pane viene anche fritta nello strutto generando un prodotto semplicemente lussurio: a scarpell’.  Ma per me c’è un solo modo di apprezzare a pieno la bontà di tutti questi pani: fetta di pane, olio evo  Gentile di Larino, pomodoro a pezzetti ( magari quello di Montagano) , sale e basilico. A ciavedell!

pane

Tanto è sentito il valore di questo alimento che in Molise  è possibile trovare diverse manifestazioni popolari che ne celebrano il valore sociale , simbolico e religioso.

A Gildone la domenica dopo il 13 giugno per la  festa di Sant’Antonio si svolge la processione del Pane. Le donne dalle ragazze alle anziane, portano in mano  e sulla testa le ceste contenenti fino a 15 kg di pane  e ornate dai gigli, per ricordare  il miracolo  del bambino che era annegato e poi resuscitato grazie alle preghiere del Santo e la cui madre aveva offerto ai poveri tanto grano quanto pesava  suo figlio.

Una festa molto sentita, una tradizione iniziata negli anni 30, da allora la mattina della festa il pane viene benedetto e distribuito a tutti.

A Provvidenti invece troviamo il pane nella festa di San Nicola il 6 dicembre. Anche qui le pagnottelle benedette vengono portate in piazza nelle ceste in processione.  Qui si mangiano  insieme alle fave bollite per tutta la notte in un grande calderone

Solo un giorno dopo a Montelongo le ‘panettelle’, vengono preparate da alcune famiglie per essere benedette in Chiesa. In piena notte gli abitanti  del paese con ogni tempo bussano alle porte delle case per ricevere una panettella dell’Immacolata. Anche questa è una tradizione che unisce generazioni, molto sentita.

Processione con pane benedetto ci sono  anche Chiauci, Jelsi, ma una festa  particolare dove il pane ha un sua importanza particolare è quella di  Riccia. Il giorno di San Giuseppe si festeggia una leggenda tramandata: un vecchio ( in realtà San Giuseppe), dopo aver girovagato tra tanti paesi senza ricevere ospitalità, trova finalmente a Riccia, una persona che gli ha apre la porta di casa e divide con lui il suo pasto.

Tutti gli anni nelle case, dove si svolge la festa, che prevede un articolato e simbolico rituale che trovate qui descritto, viene preparato un pranzo formato da 13 a 19 pietanze, tutte improntate ad una cucina povera e tradizionale dove il pane è presente in molti portate, come ripieno dei peperoni, nel baccalà e nei cavolfiori arracanati, ma  soprattutto nei maccheroni di San Giuseppe, dove viene smollicato per condire con l’uvetta gli spaghetti.

La centralità di questo alimento viene ribadita anche dall’offerta ai Santi, fatta a fine pranzo e costituita da un cesto con una pagnotta di pane, insieme ad un assaggio delle pietanze.

Hanno sempre un certo fascino  queste feste tradizionali e fa piacere leggere che in questi paesi, anche molto piccoli a volte, si cerchi  ancora di tenerle vive e con esse il valore del pane come segno di accoglienza e di comunità.

E questo mese non siete ancora più curiosi  di fare il giro d’Italia?

 

Piemonte: Grissia Monferrina 
Friuli Venezia Giulia: La Panada Friulana 
Emilia Romagna: Il Pane di S. Petronio 
Basilicata: Il pane di Matera
Calabria: Il pane di Canolo 

 

 



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