La ciavedella

La ciavedella

“L’Italia nel Piatto contro lo spreco alimentare”, questo  il tema per l’appuntamento di settembre dell’Italia nel Piatto.

Non ci sono dubbi: in questa stagione non si può pensare che alla ciavedella , ‘a ciavedelle, in dialetto termolese.

Un piatto a base di pane raffermo, rigorosamente di grano duro,  bagnato con acqua e condito con pomodori, pelé (origano selvatico)  e olio .

La ciavedella compare molto spesso sulla mia tavola in estate, non solo  per recuperare il pane duro  e risolvere  una cena quando il frigo è quasi vuoto, ma anche perché si prepara velocemente ed è fresca e gustosa.

Vi darò dosi approssimative, perchè chiaramente ognuno  può abbondare con gli ingredienti a suo gusto.

In casa nostra, ad esempio, non  aggiungiamo il peperone crudo a pezzetti e la cipolla,ingredienti  presenti in alcune versioni più tradizionali.

La ciavedella

Per 4 persone

8 fette  di pane di grano duro raffermo tipo questo
800 g di  pomodori  daterini o tipo  San Marzano
olio evo
sale
Pelè (o  origano)
 qualche foglia  di basilico
Mettere  in  ammollo  le fette di pane in acqua sufficiente a coprirle  fin quando non risulta morbide.
Strizzarle e sbriciolarle grossolanamente in una ciotola (scegliete se sbriciolare anche la crosta che potrebbe risultare leggermente amara)
In un’altra ciotola affettare i pomodori in pezzi di media dimensione, condirli con olio , sale e origano.
Mescolate e lasciate riposare per qualche minuto in modo che   il pomodoro rilasci la propria acqua.
Unite il pane e mescolate bene,aggiustando di olio e sale se necessario.
Aggiungete qualche foglia di basilico spezzettata.

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