All’inizio del progetto Cook_my_books, ho più di una volta parlato di come la cucina possa essere un modo di viaggiare, di esplorare tradizioni lontane e di scoprire il cuore di culture diverse attraverso i loro sapori. Ogni piatto racconta una storia, ogni ingrediente porta con sé secoli di abitudini e riti, e mettersi ai fornelli con una ricetta di un altro Paese significa, in un certo senso, aprire una finestra su mondi sconosciuti.
Naturalmente, viaggiare di persona rende questa esperienza ancora più intensa, ma anche leggendo e sperimentando le ricette di popoli diversi possiamo avvicinarci a loro con curiosità e rispetto, ampliando i nostri orizzonti e sviluppando una maggiore tolleranza.
Questo è tanto più vero questa settimana: il libro Elysian Kitchens di Jody Eddy ci porta nelle cucine delle comunità religiose sparse per il mondo in una carrellata interessantissima.
La ricetta che ho scelto ci porta in Marocco nel khanqah di Jonathan Friedmann, alias Hassan, un centro spirituale dove i sufi di tutto il mondo sono ospitati e si riuniscono per pasti, sessioni spirituali, preghiera, meditazione ed esecuzione di poesia e musica religiosa.
Scrive Jodi Eddi ‘I sufi credono di intraprendere un viaggio spirituale durante la loro vita verso il Divino. È una filosofia mistica che abbraccia la disciplina spirituale e la dimensione della fede islamica ed è praticata sia dai sunniti che dagli sciiti. Il sufismo è una forma apolitica e pacifica dell’Islam. I sufi sono asceti che osservano rigorosamente la legge islamica, ma mentre tutti i musulmani si sforzano di avvicinarsi a Dio nell’aldilà, i sufi credono che esista il potenziale per raggiungere le parti più profonde dell’anima e per viaggiare attraverso la “porta stretta” qui sulla Terra.
Per Hassan: “Il cibo è uno strumento essenziale. Il sufismo si diffuse nutrendo le persone. È una parte essenziale del percorso. Naturalmente c’è un’eloquenza fisica intorno al cibo, ci sostiene fisicamente, ma quando il cibo è preparato con una buona intenzione e una luce spirituale attorno ad esso, quando è cucinato in uno stato di amore, ha anche la capacità di risollevare le persone. Quando uno chef cucina in uno stato spirituale pieno di luminosità e ottimismo, libero dalla rabbia e da altre emozioni negative, ciò si riflette nel cibo, puoi assaporare la gioia.
Come non condividere queste parole?
Tajine di pollo olive verdi e mandorle

Note
*Questa ricetta utilizza un tajine in alternativa usare un forno olandese o una teglia con fondo pesante con un coperchio aderente ( in questo caso cuocere sul fornello e non in forno)
Hassan a volte aggiunge dei datteri alla sua ricetta. Se si utilizzano, tritarne grossolanamente da 6 a 8 e aggiungerli all’inizio del processo di tostatura.
Anche qualche cucchiaio di pinoli cosparsi sul tajine appena prima di servire costituisce una bella aggiunta. Se si desideri ottenere più sapore dalle spezie, tostarle prima di marinare il pollo .
Per un tajine perfetto è necessario non aprire il coperchio durante la cottura per conservare tutti i sapori all’interno del recipiente fino al momento della presentazione finale in tavola.
Preparazione
In una piccola ciotola, mescolare insieme la curcuma, lo zenzero, il pepe nero, il cumino, la paprika, il pepe di caienna, la stecca di cannella, i chiodi di garofano, l’aglio, 2 cucchiai di olio d’oliva e il succo di limone fino a ottenere un composto ben amalgamato.
Condire i pezzi di pollo con sale. Indossando guanti da cucina per evitare di macchiarsi le mani con la curcuma, strofinare dappertutto i pezzi di pollo con il mix di spezie. Mettete il pollo in un contenitore, coprite e mettete in frigorifero per 3 ore.
Preriscaldare il forno a 180°c.
Riscaldare il rimanente 1 cucchiaio di olio in una padella antiaderente a fuoco medio. Aggiungere le cipolle e il miele e far rosolare fino a quando le cipolle saranno appena tenere, circa 3 minuti. Togliere dal fuoco e aggiungere le mandorle, le olive, il coriandolo, il prezzemolo e il brodo. Condire con il sale. Versare metà della salsa sulla base di un tajine *, disporre sopra i pezzi di pollo in uno strato uniforme e versare la salsa rimanente. Coprire e arrostire fino a quando il pollo sarà cotto e la maggior parte del liquido sarà evaporata, circa 1 ora e mezza. Guarnire con coriandolo e prezzemolo e servire il tajine di pollo olive verdi e mandorle con cous cous, spicchi di limone e pane pita a fianco o con un’insalata fresca, se lo si desidera.









Cosa sono i 2 spicchi interi dopo la cannella? E l’ingrediente tagliato in 8 pezzi?
Ciao Camilla, scusami se ti rispondo solo ora. Ho corretto i refusi del post. 2 chiodi di garofano e il pollo da 1.5kg da tagliare in 8 pezzi.
Fammi sapere se proverai questa ricetta e se ti è piaciuta.